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POLITICA | lunedì 30 maggio 2016, 15:34

Sanremo: il Santuario dei Cetacei dimenticato dei comuni della riviera dei fiori, presentato un piano per la riscoperta turistica di questa risorsa

L'intervista alla dott.ssa Sabina Airoldi e gli interventi dell'assessore Regionale Gianni Berrino e del sindaco di Sanremo Alberto Biancheri. Serve una sinergia tra privato e pubblico oltre ad una formazione del territorio per far capire che il Santuario dei Cetacei è una risorsa con cui fare turismo.

Il santuario Pelagos è una grande risorsa della riviera dei fiori ma i comuni sembrano non aver recepito pienamente le potenzialità di un turismo ambientale e sostenibile. Il whale watching ha grandissime potenzialità ma si può fare molto di più per ‘sfruttare’ quella che è una grande opportunità offerta dal mar ligure. 

E’ questo il grido d’allarme lanciato alle istituzioni, in primis, dalla dott.ssa Sabina Airoldi, rappresentante dellIstituto Tethys, che ha avuto modo di parlare ad alcuni sindaci dei comuni della provincia di Imperia. L’ambito è stato quello di un congresso organizzato da Sanremo On all’Hotel Royal. La risposta dei primi cittadini della provincia purtroppo non è stata delle migliori, considerando l’esigua presenza di rappresentanti tra il pubblico. 

Intervista Sabina Airoldi




“La provincia di Imperia ha la più alta concentrazione di cetacei del santuario, un patrimonio culturale ed ambientale straordinario che va promosso di cui se ne può fare una fruizione sostenibile. - sottolinea la dott.ssa Airoldi - Come istituto Tethys il nostro ruolo è monitorare e fare ricerca scientifica su questi animali. Vogliamo suggerire al territorio di imparare ad apprezzare questo patrimonio e di impegnarsi a valorizzarlo e tutelarlo. L’eco turismo può essere un utile supporto, trasformando una risorsa ambientale in una risorsa economica. Ci sono importanti casi del mondo dove esiste una fruizione sostenibile di beni marini ed ambientali. il ruolo di Tethys è di controllare che questa sostenibilità venga rispettata”.

Nel corso dell’incontro sono state interpellate e sollecitate le istituzioni, a partire dalla Regione, rappresentata dall’assessore al turismo Gianni Berrino e dal sindaco di Sanremo Alberto Biancheri. “Per il momento abbiamo ricevuto una risposta di riconoscimento del santuario come patrimonio e della possibilità dell’interesse nel poterla considerare un’attrattiva turistica del territorio. - afferma la dott.ssa Airoldi - Ora vediamo se la Regione darà una risposta più specifica sul fatto che questa risorsa sia strategica per il territorio imperiese. Sanremo è un nome conosciuto a livello internazionale ed è quindi importante che faccia da portavoce per tutti gli altri comuni. Sono convinta che debba esserci un approccio integrato di sistema che coinvolga l’intero territorio. E’ per questo che abbiamo presentato già due anni fa e ancora l’anno scorso un progetto integrato strategico che vede coinvolti tutti i paesi costieri dell’imperiese sulla creazione di poli di attrazione innovativi dedicati ai cetacei”. 

L’idea è di riuscire a fare turismo con i cetacei partendo direttamente dal territorio e non solo attraverso le uscite di whale watching in mare. “Prima dobbiamo formare il territorio. - conferma la dott.ssa Airoldi - Perché il santuario possa essere risorsa di attrattività turistica bisogna costruire a terra un sistema di poli di attrazione, non si può pensare solo di uscire in mare con decine e decine di imbarcazioni perché in quel modo andremo a creare eccessivo disturbo agli animali. Bisogna attrarre persone sul territorio per fargli scoprire i cetacei sul territorio, attraverso sistemi innovativi dei siti infrastrutturali multimediali con un linguaggio innovativo ed attrattivo. Un po’ come succede nel Parco d’Abruzzo tutti vanno per vedere l’orso marsicano o il lupo, nessuno l’ha visto eppure tutti vanno perché non hanno bisogno di vederlo ma vanno a scoprirlo in altro modo”. 

Il progetto di valorizzazione vorrebbe proprio questo la nascita di un qualcosa, che potrebbe essere uno spazio espositivo ma anche un’area giochi o altro che sia presente in ogni comune. In questo modo il turista sarebbe accompagnato in un’ideale percorso da una città all’altra con un fil rouge sui cetacei ed il santuario. A questo aspetto andrebbe affiancata anche una coscienziosa azione di marketing, con la creazione di un brand internazionale che identifichi il whale watching con la riviera dei fiori. 

Il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri ha poi parlato della valorizzazione di questo turismo. “Non abbiamo la forza per intervenire direttamente - ha detto amaramente - La parte privata deve organizzare e creare i punti di interesse sul territorio. Purtroppo questo territorio è scardinato, manca l’autocritica. C’è sicuramente molto da fare. L’amministrazione e le categoria hanno la volontà di intervenire ma servono i privati. Bisogna aprire una discussione su come vengono spese le risorse economiche a disposizione se siano spese in maniera adeguate o se ci sia bisogno di integrarle, ad esempio con una tassa di soggiorno minima dei comuni costieri che possa foraggiare questi progetti di promozione”.

Chiaro anche il pensiero espresso dal presidente di Sanremo On, Romeo Giacon, che ha detto: “Fino ad oggi, pur avendo una delle zone marine più belle ed importanti del mondo, non siamo stati in grado di cogliere appieno le opportunità che questa fortunata collocazione ci garantisce, a differenza di altri territori che del whale watching hanno fatto una fonte di produzione di ricchezza importante. Non possiamo esimerci dal tentare di provare a trasformare anche in una opportunità di sviluppo economico, questo immenso patrimonio culturale ed ambientale, compatibilmente con la priorità di garantire innanzitutto la conservazione, la tutela e la ricerca scientifica sui cetacei. Questi obiettivi che sono alla nostra portata non possono essere perseguiti con un minimo di possibilità se non unendo le forze della ricerca, istituzionali, culturali ed economiche del nostro territorio. Serve una regia e la Regione per le sue funzioni e le sue competenze è l’ente preposto a tale funzione di coordinamento in raccordo con i comuni”. 

L'intervento dell'assessore regionale Gianni Berrino



L’assessore Berrino ha poi speso parole importanti sulla strategia che potrebbe essere utile per la valorizzazione turistica del Santuario dei Cetacei: “Materialmente per quanto riguarda lo sfruttamento del santuario Pelagos non si è fatto nulla. E’ stato creduto poco in un’iniziativa determinante. Sanremo dovrebbe essere punto di partenza del whale watching e diventare capofila di questo progetto. Adesso che il forte di Santa Tecla sta per essere restituito alla città, lì dovrebbe esserci il Museo Multimediale dedicato al mare e consentirebbe di avere in Sanremo il centro dove attrarre da tutto il mondo chi vuole venire nel mare ligure a vedere i cetacei. Così come avere in Portosole o in Porto Vecchio un punto di partenza e non di passaggio e non di una sola barca, dentro Santa Tecla un museo un centro culturale come era alle origini destinato a questo. I comuni costieri e non che attirerebbero e completerebbero l’offerta turistica. Questo potrebbe essere il progetto di valorizzazione. Proporrei che a Sanremo nasca un tavolo permanente sul valore turistico del santuario Pelagos”.

Stefano Michero

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