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CRONACA | martedì 06 ottobre 2015, 14:12

Viaggio a L'Aquila in emergenza terremoto: nei guai l'ex Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco Vincenzo Giordano, via al processo

Il grande accusatore è Maurizio Favero, all’epoca dei fatti magazziniere e autista presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Imperia. Favero accusa Giordano di averlo costretto, durante una missione del 2 settembre 2009 a L’Aquila, in piena emergenza terremoto, a effettuare delle tappe alternative che hanno prolungato il viaggio di diverse ore

Un viaggio a L’Aquila nel pieno dell’emergenza per il terremoto del 2009 inguaia l’ex Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco Vincenzo Giordano. Questa mattina in aula nel processo che vede imputato Giordano per peculato e truffa aggravata, hanno sfilato i testimoni dell’accusa sostenuta dal Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo.

Il grande accusatore è Maurizio Favero, all’epoca dei fatti magazziniere e autista presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Imperia. Favero accusa Giordano di averlo costretto, durante una missione del 2 settembre 2009 a L’Aquila, in piena emergenza terremoto, a effettuare delle tappe alternative che hanno prolungato il viaggio di diverse ore. 

Per iniziare – ha spiegato – sono andato a prendere Giordano a casa sua a Cuneo, anziché a Imperia. Dopodiché ci siamo recati a parma a mangiare e poi, su suo ordine, a Rimini a prendere sotto casa la signora Maria Tagliente, Vigile del Fuoco che però all’epoca non era in servizio. Insieme siamo andati ad Ancona dove abbiamo pernottato in un albergo. Ricordo che prendemmo due stanze. In una ho dormito io, nell’altra la signora Tagliente e Giordano. Il giorno dopo siamo partiti per Roma dove Giordano, come aveva dichiarato si era dovuto recare al Viminale, e solo nel tardo pomeriggio siamo andati a L’Aquila. Io ero molto contrariato della presenza della signora e lo manifestai a Giordano durante la seconda parte della missione, tra il 6 e l’8 settembre, quando ho dovuto riaccompagnare Giordano a Imperia e poi a Genova per una riunione. Al ritorno a L’Aquila, dove siamo rimasti fino al 13, la signora Tagliente, proprio perché Giordano aveva capito la situazione, aveva viaggiato in treno".

La circostanza del viaggio è stata confermata dalla stessa Maria Tagliente, testimone al processo di oggi, la quale ha confermato di aver dormito insieme a Giordano sia durante il pernottamento ad Ancona sia durante il soggiorno a L’Aquila, durante il quale la donna ha ribadito di essersi recata durante il periodo di ferie. La stanza dell’hotel di Ancona, come confermato dalla signora Tagliente, fu pagata da Giordano, mentre l’altra da Favero che si fece poi rimborsare dall’amministrazione.

Il Pm le ha contestato di aver dichiarato in precedenza alla Guardia di Finanza, di essersi voluta recare a L’Aquila per assistere a un concerto di Riccardo Muti, ma la donna ha smentito in quanto l’invito per il concerto, secondo quanto ha dichiarato questa mattina, le sarebbe pervenuto direttamente a L’Aquila.

Gli esposti di Favero sono partiti tra il 2008 e il 2010, quindi prima del viaggio a L’Aquila. Favero si era infatti accorto di alcune irregolarità riguardanti gli acquisti del magazzino, che imputava a Giordano e di questo aveva parlato alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza, ma il primo esposto scritto e firmato risale al 5 novembre, in seguita a un’accusa pervenuta direttamente a lui riguardante una fattura di alcuni medicinali.

L’accusa nei confronti di Giordano per truffa aggravata ha visto sfilare Giuseppe Di Maria e Stefano Augeri, due colleghi dell’ex Comandante Provinciale, i quali hanno risposto alle domande di Bogliolo riguardo ai corsi di formazione per il rilascio del certificato della legge 626, durante i quali, Giordano, che figurava come Presidente della Commissione, non avrebbe presenziato in alcune occasioni. La circostanza è stata confermata dai due. 

Il processo è stato aggiornato al prossimo 3 novembre.

Francesco Li Noce

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