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| 13 settembre 2015, 09:00

Ecco la quinta puntata della storia sulla città di Sanremo del XIX narrata dallo storico matuziano Andrea Gandolfo

L’affascinante avventura dello sviluppo del turismo destinato a diventare un fenomeno di massa soltanto dopo la fine della seconda guerra mondiale:

Ecco la quinta puntata della storia sulla città di Sanremo del XIX narrata dallo storico matuziano Andrea Gandolfo

Con questa quinta puntata sulla storia di Sanremo nel XIX secolo, Andrea Gandolfo propone ai lettori l’affascinante avventura dello sviluppo del turismo nella nostra città dai suoi albori, nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento, alla fine del XIX secolo. Ecco la sua narrazione di come è nato il turismo a Sanremo, destinato a diventare un fenomeno di massa soltanto dopo la fine della seconda guerra mondiale:

    "Il fenomeno del turismo iniziò a diffondersi nel comprensorio sanremese verso gli anni Sessanta del XIX secolo, favorito da una serie di fattori concomitanti quali la graduale espansione del flusso turistico dalla vicina Costa Azzurra all'estrema Liguria occidentale, la pubblicità che fu realizzata in Gran Bretagna dal patriota esule Giovanni Ruffini, autore nel 1855 del famoso romanzo Dottor Antonio, e nel 1865 del racconto Sanremo rivisitato, e i numerosi articoli apparsi su riviste inglesi negli anni Cinquanta e Sessanta, che celebravano le bellezze paesaggistiche di Sanremo e del suo circondario. Il turismo a Sanremo venne anche incentivato dall'azione propagandistica di alcuni medici locali, che pubblicarono saggi su periodici stranieri e scrissero vari libri e opuscoli tesi a esaltare il clima sanremese e i suoi effetti curativi, e dall'opera svolta da alcuni aristocratici e borghesi sanremesi che, credendo nella possibilità che Sanremo sarebbe potuta diventare una colonia forestiera simile a quelle già esistenti nelle limitrofe cittadine costiere francesi, iniziarono a costruire i primi alberghi e le prime ville della città destinate ad ospitare una raffinata clientela turistica. Un ruolo particolarmente importante nell'attrarre turisti vecchi e nuovi nella Riviera di Ponente fu, come si è detto, il fortunato romanzo di Giovanni Ruffini Dottor Antonio, scritto in inglese e pubblicato ad Edimburgo nel 1855. Il merito principale di questo romanzo, ambientato nella zona di Sanremo, fu appunto quello di aver fatto conoscere al pubblico inglese le cittadine della Riviera italiana e le proprietà terapeutiche del loro clima, adatto in modo particolare a curare i malati di tubercolosi. Il romanzo di Ruffini descriveva questa parte della Liguria soffermandosi su alcuni suoi aspetti caratteristici, quali i suggestivi tramonti, le passeggiate tra i palmizi e i bagni di mare, che costituivano un forte richiamo turistico per tutti quegli stranieri che ancora non conoscevano queste peculiarità dell'estremo Ponente ligure. L'opera si poteva anche considerare come una sorta di vero e proprio prontuario per il turista, con frequenti richiami ai rapporti familiari, le occupazioni, l'artigianato, la coltivazione dei campi, le pratiche religiose, le feste e le superstizioni della gente dell'estrema Liguria occidentale. L'argomento più importante del romanzo è rappresentato tuttavia dalla descrizione delle proprietà curative del clima rivierasco, su cui è incentrata la storia d'amore tra il medico Antonio, un esule napoletano, e miss Lucy Davenne, una nobildonna inglese affetta da una malattia polmonare, che viene guarita proprio grazie alla salubrità del clima sanremese.

     Un contributo forse ancora più rilevante di quello di Ruffini alla realizzazione di una colonia turistica a Sanremo fu dato dalla contessa Adele Bianchi dei conti Roverizio di Roccasterone, che nel 1855 fece costruire la prima villa sull'altura del Berigo, ad ovest della città, per affittarla a scopi turistici durante la stagione invernale. La Roverizio, inoltre, aveva già pubblicato nel 1854 un articolo sul giornale parigino «La Presse», nel quale, fingendosi una turista straniera e sotto uno pseudonimo, aveva esaltato le bellezze ambientali di Sanremo e il suo clima miracoloso, mentre in seguito commissionò anche una serie di scritti celebrativi sulle proprietà terapeutiche della sua città ai medici Giovanni Battista Panizzi, Francesco Onetti e Giovanni Calvi, al prete-avvocato don Antonio Massabò e allo stesso Ruffini. Nel 1855 venne inoltre eletto sindaco Antonio Bottini, che fece aprire la strada per Poggio, che sarebbe stata poi continuata fino a Ceriana. In questo periodo Sanremo trasse fama e prestigio anche dalla visita che il re di Sardegna Vittorio Emanuele II rese alla cittadina dell'estremo Ponente ligure il 29 gennaio 1857, a cui seguì, il 7 e 8 settembre successivi, quella dei suoi figli, principi Umberto, Amedeo e Oddone, che alloggiarono nel prestigioso albergo della Palma, già celebre per aver ospitato Garibaldi nove anni prima; nel corso del loro breve soggiorno a Sanremo, i tre principi fecero tra l'altro numerose escursioni in città e nell'immediato entroterra accompagnati dal sindaco Bottini e dal capitano Giovanni Gozzoli. Nel 1858 la Roverizio affittò per la prima volta la sua villa, per la stagione invernale successiva, al barone russo Boris d'Uxkull, zio dell'ambasciatore russo a Roma, il quale, colpito dal clima particolarmente mite della città, fece conoscere alla contessa sanremese il direttore dello stabilimento idroterapico di Bad Gastein Gustavo Pröel e il medico personale del re del Württemberg dottor Elsaesser. Per merito quindi della pubblicità resa alla città da questi illustri personaggi, oltreché per l'interessamento scientifico di illustri luminari della medicina, Sanremo riuscì a diventare in breve tempo, grazie alle sue proprietà climatiche medicamentose, una delle più ambite stazioni europee di terapia climatologica.

     I primi opuscoli dedicati interamente a Sanremo furono scritti dai due medici Giovanni Battista Panizzi e Francesco Onetti. Il dottor Panizzi, medico abile e intraprendente, pubblicò nel 1860 la monografia Sanremo e il suo clima, poi tradotta in inglese su consiglio di Ruffini, nella quale veniva additata agli stranieri la dolcezza del clima sanremese sotto forma di una serie di lettere indirizzate al direttore del Consiglio di Sanità di Londra Taylor. Questa pubblicazione fu inoltre particolarmente apprezzata dall'Accademia di Medicina d'Italia di Torino, che ne elogiò l'autore per aver fatto conoscere all'estero la città di Sanremo, meta ideale di molti ammalati per la salubrità del suo clima. Francesco Onetti diede invece alle stampe due importanti volumetti su Sanremo, che contribuirono ad aumentare ulteriormente la notorietà della città all'estero. Nel 1860 pubblicò un primo opuscolo, dal titolo Sanremo e i suoi dintorni, che, sotto forma di guida medico-geografica dedicata all'Istituto medico di Valenza, conteneva una descrizione della città e del suo clima, un'analisi delle caratteristiche morali e intellettuali degli abitanti della zona, alcuni cenni topografici sui paesi dell'entroterra sanremese e un'indagine sulle virtù terapeutiche del clima rivierasco. L'indagine sul clima sanremese fu ripresa da Onetti nel suo secondo libro, uscito nel 1877 con il titolo Il clima di Sanremo, nel quale l'illustre medico faceva notare come il clima eccezionale del comprensorio sanremese consentisse la coabitazione nella zona di specie vegetali profondamente diverse tra loro; nel capitolo dell'opera intitolato Meteorologia, Onetti osservava inoltre come la temperatura invernale della città fosse una delle più calde d'Italia, mentre in estate il caldo non era mai afoso tanto da rendere il clima di Sanremo più mite e temperato nel suo complesso di quelli di Nizza o di Napoli. In conclusione il medico sanremese classificava il clima che si poteva godere tra Capo Verde e Capo Nero con il termine scientifico di tonico-eccitante; secondo le accurate ricerche di Onetti, il clima sanremese risultava inoltre notevolmente ricco di ozono, iodio, bromo e cloruro di sodio, ed era particolarmente adatto a curare importanti malattie, quali la pleurite, la bronchite, la tisi polmonare, l'enfisema, l'anemia e il reumatismo.

     Un altro importante elemento che favorì l'affluenza dei turisti a Sanremo, come nel resto d'Italia, fu anche la formazione dello stato nazionale, che pose fine a un lungo periodo di guerre e moti rivoluzionari, alle barriere doganali tra i vari stati preunitari e ai frequenti controlli sui viaggiatori, inaugurando un sistema economico e finanziario caratterizzato da un'unica moneta e da un solo sistema di pesi e misure. Negli anni precedenti all'unificazione, il turismo a Sanremo era ancora un fenomeno marginale e scarsamente rilevante nell'ambito dell'economia cittadina. La maggioranza dei viaggiatori che si recavano nella città matuziana negli anni Quaranta e Cinquanta del XIX secolo era costituita ancora da commercianti (35%), seguiti da lavoratori giornalieri, contadini e operai (25%), possidenti e proprietari terrieri (15%), militari, politici, ministri del culto, professionisti, funzionari pubblici e marinai (10%), e infine carrettieri e mulattieri, che raggiungevano la percentuale del 5%. Per quanto concerne i tempi di permanenza, va rilevato che i soggiorni erano mediamente molto brevi, non superando quasi mai il periodo di una o due notti. In merito invece alla provenienza dei turisti è significativo osservare come la grande maggioranza di loro fossero italiani, mentre i forestieri erano pochissimi. Dai registri degli alberghi risulta inoltre che i viaggiatori stranieri si fermavano a Sanremo soltanto di passaggio, trattenendosi in genere al massimo una o due notti. Questi dati testimoniano come fino agli anni Sessanta dell'Ottocento la Liguria occidentale non conoscesse alcuna forma di valorizzazione turistica del proprio territorio. La struttura ricettiva risultava infatti praticamente inesistente e non vi era ancora traccia di turisti della stagione invernale, i cosiddetti hivernants. Successivamente all'unificazione italiana però le cose cominciarono a cambiare con la costruzione dei primi grandi alberghi cittadini, dei quali il primo in ordine di tempo fu l'Hotel Londra, edificato nel 1861 nella regione Berigo su iniziativa dell'imprenditore di Rivoli Pietro Bogge. L'albergo, tuttora una delle più prestigiose case alberghiere della città, aveva 200 camere, 300 posti-letto e si rivolgeva soprattutto ad una clientela di alta classe, che era in gran parte di nazionalità britannica. Tra i suoi ospiti più illustri si possono citare Filippo d'Orleans e Franz Liszt, che, al pari degli altri clienti, potevano usufruire anche di una biblioteca fornita di oltre 3000 volumi. 

     Nel 1863 sorse invece nell'attuale corso Garibaldi l'Hotel d'Angleterre, albergo particolarmente prestigioso dotato di magnifici appartamenti e grandi saloni di lettura e conversazione, che venne però definitivamente chiuso qualche decennio dopo la sua apertura. Nella stessa zona si trovava anche l'Hotel des Etrangers, nato nel 1876 dalla fusione dei due villini che avevano ospitato la cancelleria dell'Imperatrice di Russia Maria Aleksandrovna durante la sua permanenza a Sanremo; questo albergo, che negli anni Trenta del Novecento prese il nome di Albergo Ratti, sarebbe stato infine completamente demolito a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta e ricostruito secondo una linea architettonica modernissima che conserva tuttora. Uno dei primi alberghi cittadini fu anche l'Hotel Victoria, costruito nel 1864 su progetto di Giovenale Gastaldi, e poi trasformato in un istituto religioso nei primi anni del Novecento. Il Victoria era un albergo molto grande, dotato di grandi saloni di rappresentanza e di un giardino digradante verso il mare e ricco di moltissime piante esotiche. Tra gli ospiti illustri di questo albergo si possono citare l'ex ministro britannico lord John Russel e l'Imperatore francese Napoleone III, che soggiornò al Victoria per un giorno con la moglie nel 1865. Alla fine degli anni Sessanta venne invece edificato l'Hotel d'Europe et de la Paix, che iniziò la sua attività in coincidenza con l'apertura della linea ferroviaria che passava per la città matuziana. L'albergo fu poi completamente ristrutturato nel 1905 su progetto dell'architetto Filippo Grossi in seguito alla costruzione del nuovo Casinò Municipale nell'area antistante l'hotel, dove un tempo si trovavano i giardini Maria Vittoria. Nel 1870 fu la volta della costruzione dell'Hotel des Iles Britanniques, poi trasformatosi nei primi decenni del XX secolo in Continental Palace Hotel, e, in tempi ancora più recenti, in Hotel Miramare. Questo albergo era frequentato soprattutto da stranieri e poteva sfoggiare nelle sue sale di rappresentanza importanti opere d'arte come La dama in grigio, dipinta nel 1894 da Filippo Grosso su commissione della regina Margherita di Savoia. Nel 1872 venne invece edificato dalla famiglia Bertolini quello che ancora oggi rimane l'albergo più prestigioso della città, l'Hotel Royal. I Bertolini, che curano tuttora direttamente la gestione dell'albergo, erano già proprietari di un altro Hotel Royal a Courmayeur, dove era solita soggiornare la regina Margherita, il cui nome fece così da richiamo ad una clientela aristocratica e raffinata che alternava i soggiorni estivi a Courmayeur ed invernali a Sanremo presso le case alberghiere gestite dalla famiglia Bertolini. Il Royal, progettato dall'architetto Alessandro Cantù e poi ristrutturato da Pio Soli nel 1880 e da Carlo Gastaldi agli inizi del Novecento, presenta tra le sue varie attrazioni un giardino di 16.000 metri quadrati, ricco di esemplari di fauna tropicale e subtropicale. Particolarmente prestigiosa è poi la lista dei personaggi illustri che soggiornarono in questo albergo tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del secolo successivo, tra i quali si possono ricordare Gustavo V di Svezia, i re del Siam e del Nepal, il principe Danilo di Montenegro, Umberto di Savoia, Beatrice di Battemberg, Raymond Poincaré, Lloyd George, Pietro Mascagni, Clark Gable, e in tempi più recenti, il principe Bernardo d'Olanda. 

     Tra i vari alberghi edificati a Sanremo nella seconda metà del XIX secolo uno dei più noti era anche l'Hotel de Nice, che, inaugurato nel 1874 alla presenza del principe di Hohenzollern, poteva contare su ben 120 camere ed era circondato da un vasto giardino. L'albergo doveva la sua celebrità per aver ospitato tra il 1874 e il 1876 l'Imperatrice russa Maria Alexsandrovna con il suo imponente seguito, che occuparono, oltre all'albergo, anche tutte le sue dependances ed alcuni villini vicini, installandovi una vera e propria corte distaccata dell'impero russo. Tra il 1870 e il 1880 venne invece edificato l'Hotel Méditarranée, una delle più sontuose case alberghiere cittadine, poi ristrutturato più volte sino alla fine degli anni Sessanta del Novecento, quando l'albergo fu completamente demolito e ricostruito in forme modernissime accanto ad un lussuoso condominio. Un altro dei primi alberghi di Sanremo è l'Hotel Eden, costruito nella zona di ponente nel 1876 su un preesistente  edificio, la Villa Biancheri, e che si chiamò Hotel des Anglais fino al 1888, quando il suo proprietario Giuseppe Conio fece costruire un nuovo Hotel des Anglais, che esiste ancora oggi con questo nome. Pochi anni dopo, nel 1882, su progetto dell'architetto Giacomo Pisani, venne realizzato l'Hotel West-End Astoria, una delle più lussuose case alberghiere sanremesi, che, dotato di una facciata imponente con colonne e decorazioni di vario genere, poteva disporre di 120 camere. Un altro albergo della zona di ponente, particolarmente frequentato dalla clientela britannica, è l'Hotel des Anglais, costruito nel 1888 da Giuseppe Conio, già proprietario dell'Eden, che ne affidò la realizzazione all'architetto nizzardo Giulio Franco Gilli. A levante della città fu invece edificato tra il 1893 e il 1894, su progetto di Pietro Agosti, il prestigioso Hotel Bellevue, che poteva disporre di 27 appartamenti con 200 posti-letto e un parco di 12.000 metri quadrati contenente rarissime piante esotiche. Negli anni Venti del XX secolo gli sarebbe stato anche annesso un avanzatissimo stabilimento idroterapico, che nel secondo dopoguerra fu trasformato in un altro albergo, l'Hotel Excelsior. Nel 1963 tutto il complesso venne infine acquistato dal Comune di Sanremo, che tre anni dopo fece del Bellevue la sede del Palazzo Comunale e dell'Excelsior la sede dei due licei cittadini, il classico Cassini e lo scientifico Saccheri. Va peraltro rilevato che un primo Hotel Bellevue era già stato costruito nel 1881, su progetto dell'architetto Pio Soli, in Corso Imperatrice; si trattava di un edificio imponente, a quattro piani, che venne però demolito qualche anno dopo la sua costruzione per far posto al castello e al parco dei Marsaglia, la potente famiglia di industriali piemontesi che si era stabilita a Sanremo. Negli ultimi anni dell'Ottocento venne invece edificato l'Hotel de Paris, costruito nel 1897 su progetto di Pietro Agosti in stile liberty, fornito di una trentina di camere e destinato ad una clientela raffinata e selezionata. L'ultimo dei grandi alberghi sanremesi fu l'Hotel Savoy, una delle più prestigiose case alberghiere cittadine, inaugurato nel 1900. L'albergo, voluto da Paolo Marini, noto imprenditore turistico, e progettato da Pietro Agosti, è considerato un vero e proprio gioiello di architettura liberty con le sue tre celebri cupole di forma tondeggiante. Il Savoy, poi chiuso definitivamente all'inizio degli anni Settanta del Novecento, ebbe celebri ospiti, tra i quali i Duchi d'Aosta, Eleonora Duse, e, in anni più recenti, il duca di Edimburgo.

     Per quanto concerne la presenza turistica a Sanremo nei primi anni dopo l'Unità, il primo dato disponibile sulla sua consistenza ci è fornito da Giovanni Ruffini, che stimava in circa cento i turisti inglesi soggiornanti in città nell'inverno del 1864. Dieci anni più tardi Francesco Onetti valutò in circa duemila i turisti residenti nella città matuziana durante la stagione invernale. Tale cifra corrispondeva circa al 10% della popolazione totale di Sanremo ed era anche la percentuale che aveva la colonia straniera di Nizza nel 1861. A partire dalla stagione 1880-81 la consistenza del flusso turistico venne registrata in modo preciso e puntuale dalla neonata «Liste Générale des Étrangers», un periodico contenente i nominativi di tutti i turisti che arrivavano e partivano, dal quale risulta che in quell'anno le famiglie ospitate nelle ville, appartamenti e alberghi della città erano 2.803, per un totale di 6.475 persone. Si trattava tuttavia di un movimento turistico di natura élitaria, caratterizzato dalla presenza di personaggi particolarmente insigni, quali regnanti, uomini politici, celebri studiosi e famosi artisti. Negli anni successivi al 1881 la consistenza della colonia straniera sanremese crebbe ancora, fino ad arrivare alle 17.567 unità nella stagione 1888-89. In seguito si verificò tuttavia un calo delle presenze, ammontanti a 13.803 nella stagione 1889-90, e si ritornò ai livelli del 1888-89 soltanto nella stagione 1898-99, quando i turisti stranieri raggiunsero la cifra di 18.270 unità. Tra l'altro, mentre nell'inverno 1888-89 i turisti che rimasero a Sanremo per più di una settimana furono 16.567 e quelli di passaggio soltanto 1.000, nell'inverno 1898-99 i soggiornanti veri e propri ammontarono a 14.070 unità, ma i turisti di passaggio furono ben 4.200. I due fattori che determinarono l'aumento decisivo del flusso turistico a Sanremo una prima volta negli anni Settanta e Ottanta del XIX secolo e poi una secona nel primo quindicennio del Novecento, furono la realizzazione del collegamento ferroviario con Genova e la Francia e la creazione, nel corso degli anni Novanta dell'Ottocento, di un sistema europeo di comunicazioni di lusso. I primi grands expresses che raggiunsero il Ponente ligure furono il treno Pietroburgo-Varsavia-Vienna-Cannes e il Nord-Sud Brenner express, creati appositamente per collegare la Riviera italiana e quella francese alle grandi capitali europee. Questi ultimi due treni erano attivi soltanto durante la stagione invernale e si fermavano soltanto nei grandi centri, tranne che in Riviera dove sostavano in tutte le città costiere, come il Nord-Sud Brenner, che in uno spazio di ottanta chilometri tra Alassio e Cannes si arrestava in ben otto stazioni.

Dott. Andrea Gandolfo - Sanremo".

Redazione

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