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| 14 agosto 2014, 13:42

Qualità delle acque costiere, i dati Goletta Verde della nostra provincia. Criticità alle foci di fiumi e torrenti, ecco dove

Cinque i campionamenti effettuati dai tecnici in provincia di Imperia, dei quali tre con cariche batteriche oltre i limiti di legge. Ventimiglia tra gli agglomerati non conformi.

Qualità delle acque costiere, i dati Goletta Verde della nostra provincia. Criticità alle foci di fiumi e torrenti, ecco dove

Migliora la condizione delle acque costiere in Liguria rispetto agli anni trascorsi e la nostra regione si allontana dal podio delle maglie nere per la qualità delle acque costiere.

Secondo i dati raccolti lungo l’intera costa del nostro Paese dai tecnici di Goletta Verde che hanno effettuato i campionamenti le regioni più critiche sono: Abruzzo (89% di punti inquinati rispetto al totale dei campioni prelevati), Marche (83%), Calabria (79%) e Lazio (75%). La Liguria, con 10 campionamenti oltre i limiti di legge sui 23 effettuati, ha il 44% dei punti fuori norma. Situazione migliore invece in Sardegna (10%) e Toscana (33%). 

“Sono evidenti i miglioramenti della qualità delle acque costiere in Liguria – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria - ma è necessario accelerare sulla costruzione degli impianti e delle infrastrutture per la depurazione, per evitare di pagare le multe della UE a causa delle nostre inadempienze. Nella nostra regione sono ben nove gli agglomerati sotto osservazione perché non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un trattamento adeguato o addirittura non confluisce adeguatamente al sistema fognario. E’ dal 1999, con il recepimento della direttiva comunitaria sulla depurazione, che il nostro Paese e la nostra regione sono avvertiti, non ci possono essere ulteriori giustificazioni con quindici anni di ritardo.” 

Nella nuova procedura di infrazione 2014/2059 aperta a fine marzo di quest’anno si trovano gli agglomerati liguri di Alassio (con 41.200 abitanti equivalenti), di Andora (38.100 a.e.), di Ceriale (29.400 a.e.), Laigueglia (15.300 a.e.), Lavagna (18.000 a.e.), Millesimo (5.492 a.e.), Pietra Ligure (45.200 a.e.), Riva Trigoso(11.000 a.e.) e Ventimiglia (43.000 a.e.). Questi agglomerati risultano non conformi all’art.4 in quanto non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un adeguato trattamento secondario e per Ventimiglia anche all’art. 3, perché una parte del carico generato non confluisce al sistema fognario. 

Sono nove (Albenga, Borghetto Santo Spirito, Finale Ligure, Imperia, Santa Margherita Ligure, Quinto, Rapallo, Recco, Riva Ligure) gli agglomerati liguri condannati e multati nel luglio del 2012 dalla Corte di Giustizia europea con le sanzioni.  

A preoccupare Legambiente poi sono ancora i molti divieti di balneazione che interessano diversi comuni nella nostra regione proprio in pieno agosto e la carenza di informazioni ai bagnanti. Dall’ultimo aggiornamento dei dati Arpal risultano attualmente alcune zone non conformi alla balneazione per inquinamento nei comuni di Loano, Monterosso al Mare, Pietra Ligure e S.Lorenzo al Mare mentre per chiusura preventiva del Sindaco vige il divieto di balneazione in alcune zone lungo la costa dei comuni di Imperia e Lerici.

“Per una regione che punta sul turismo e la qualità del territorio – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria – la qualità delle acque di balneazione dovrebbe diventare uno strumento di marketing territoriale e garanzia di salubrità per i cittadini residenti ed i turisti. Sono ancora troppe, nel pieno della stagione estiva, le zone con divieto di balneazione. Sul fronte dell’informazione facciamo riferimento alla cartellonistica sulla qualità delle acque secondo classificazione e standard europei che da quest’anno la Direttiva europea impone di apporre ai comuni. Ad oggi non ve n’è traccia lungo le coste e apprendiamo con piacere che nei trascorsi giorni l’amministrazione regionale insieme al comune di Sanremo abbiano cominciato ad adeguarsi alla norma”.

Liguria: dettaglio dei risultati del monitoraggio scientifico di Goletta Verde (eseguiti tra il 10 e 11 giugno). I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e vengono determinati inquinati i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e fortemente inquinati quelli che superano di più del doppio tali valori. Sei i campionamenti eseguiti in provincia di Genova, la metà dei quali risultati “fortemente inquinati” con cariche batteriche oltre quelle consentite dalla legge: alla foce del fiume Sturla, a Rapallo (presso la spiaggia libera di piazza Cavallini-Vittorio Veneto) e alla foce del Fiume Entella a Chiavari. Entro i limiti di legge i campionamenti eseguiti nei comuni di Bogliasco e Camogli e presso la spiaggia “ex Gruppo del Sale” di Chiavari.

Cinque i campionamenti effettuati dai tecnici in provincia di Imperia, dei quali tre con cariche batteriche oltre i limiti di legge. Fortemente inquinate le acque prelevate alla spiaggia in località Borgo Paradiso di Diano Marina. “Inquinate” quelle  nel comune di Taggia (foce torrente Argentina) e alla foce del fiume Roja a Ventimiglia. Entro i limiti la foce del torrente Impero, a Imperia e a Sanremo alla spiaggia dei Tre Ponti.

Dei sei punti analizzati in provincia di Savona la metà sono risultati “fortemente inquinato”. Si tratta dei campionamenti effettuati nel comune di Ceriale, alla spiaggia in corrispondenza del canale sul lungomare Diaz; Pietra Ligure, alla foce del torrente Maremola; a Savona, alla foce del fiume Lentimbro. Entro i limiti, invece, le analisi a Albenga (foce del fiume Centa); a Finale Ligure(foce del fiume Pora); a Vado Ligure (foce del torrente Quiliano).Infine, in provincia della Spezia sono stati eseguiti sei campionamenti, di cui uno solo risultato con una carica batterica ben oltre i limiti e per questo giudicato “fortemente” inquinato: quello nel  comune di Lerici (località San Terenzo, alla foce del canale Lizzarello). Nessuna anomalia per le acque prelevate a Sarzana (località Marinella, alla foce del torrente Parmignola); a Deiva Marina, località Fornaci, alla spiaggia alla foce del Castagnola; a Riomaggiore, alla spiaggia della Fossola; a Lerici, presso località La Venere; a Ameglia (foce fiume Magra, località Bocca di Magra).

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