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Attualità | 25 maggio 2013, 15:42

Presenze ebraiche nel Ponente Ligure: Walter Benjamin ed altri nel racconto di un lettore

Pierluigi Casalino spiega che tra le storie degli ebrei a Sanremo e nel Ponente Ligure, si ricordano, in particolare, quelle di intellettuali come Walter Benjamin e di scienziati come il medico russo di origine ebraica, Serge Voronoff

Walter Benjamin

Walter Benjamin

Tra le storie degli ebrei a Sanremo e nel Ponente Ligure, si ricordano, in particolare, quelle di intellettuali come Walter Benjamin, che soggiornò a Sanremo e ne visse l'incanto, conservandone il ricordo fino alla sua tragica scomparsa, di scienziati come il medico russo di origine ebraica, Serge Voronoff, stabilitosi a Grimaldi nel 1925, allo scopo di promuovere i suoi studi di ringiovanimento.  

Entrambi furono assidui frequentatore della comunità ebraica della Città dei Fiori: una comunità non così nota come quelle dei russi, dei tedeschi, degli svizzeri e degli inglesi, che avevano scelto soprattutto Bordighera ed Alassio come centri d'elezione. E pur tuttavia, fin dall'Ottocento, gli ebrei di Sanremo disponevano di piccole sinagoghe, di centri di cultura giudaica e gestivano persino alberghi. L'ex moglie di Walter Benjamin, definito l'Angelo della Storia, oltre che per aver tentato di coniugare la teologia ebraica con il marxismo, conduceva la pensione Villa Verde alla Foce. La bellezza del paesaggio e lo spirito universale e cosmopolita di Sanremo, la sua mondanità e vivacità culturale attrassero molti uomini di pensiero ed artisti ebrei, ma anche uomini d'affari e diplomatici di famiglia ebraica anche tra le due guerre mondiali.

Durante la Conferenza di Sanremo del 1920 che decise le sorti degli ex territori ottomani del Medio Oriente, notevole fu l'interesse suscitato nel mondo ebraico dalle trattative internazionali in corso sulla destinazione di quell'area del mondo. Walter Benjamin era uno scrittore oscuro, eccentrico, inquietante, introspettivo, misterioso, esoterico, pervaso da slanci cabalistici e poi convertitosi al materialismo dialettico. Benjamin perseguiva nel marxismo "le cose fini e spirituali", quali immagini autentiche della lotta di classe. Ricca di per sé di atmosfere e di sentimenti struggenti, Sanremo restò per questa ragione nel cuore di Benjamin fino all'ultimo suo giorno, quando temendo di essere consegnato ai nazisti e ai fascisti francesi, si tolse la vita a Port-Bou,al confine franco-spagnolo nel settembre del 1940. Testimone del suo amore per Sanremo e per la Riviera fu il suo grande amico di gioventù, lo studioso di mistica ebraica, Gershom Sholem, che di Benjamin conservò un affettuoso ricordo, pur criticandone la deriva marxista.  

Intrecciata con la triste vicenda della guerra fu anche la sorte dei Zitomirski di Vallecrosia e dei Bassi di Ventimiglia, che condivisero le sofferenze del resto della popolazione ebraica della Liguria. Molti ebrei liguri, alla vigilia e nei primi giorni del grande conflitto scoppiato nel 1939, fuggirono, proprio da Grimaldi, verso la vicina Francia, anche se ben presto tale flusso fu ostacolato dalle stesse autorità transalpine, che non volevano problemi con la Germania e con un'opinione pubblica interna, sempre più sospettosa dell'immigrazione giudaica in quel Paese. Chi non riuscì a riparare in Francia subì la terribile esperienza dei campi di concentramento tedeschi. 


Pierluigi Casalino

Redazione

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