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Politica | 23 maggio 2013, 07:41

Sanremo: domani nuovo incontro Casinò-Sindacati, si va verso i contratti di solidarietà di tipo B?

In attesa dell'incontro di domani con la Casinò Spa, da più parti si ci chiede se le organizzazioni sindacali riusciranno ad affrontare e trovare in un clima di grande intese un accordo per abbattere i costi del personale che l'azienda ritiene indispensabile per evitare l'attivazione della procedura dei licenziamenti collettivi.

Sanremo: domani nuovo incontro Casinò-Sindacati, si va verso i contratti di solidarietà di tipo B?

In attesa dell'incontro di domani con la Casinò Spa, da più parti si ci chiede se le organizzazioni sindacali riusciranno ad affrontare e trovare in un clima di grande intese un accordo per abbattere i costi del personale che l'azienda ritiene indispensabile per evitare l'attivazione della procedura dei licenziamenti collettivi.

Le cinque organizzazioni sindacali, superato il precedente oggetto del contendere, quell'incentivo all'esodo (riattivato con quote riviste al ribasso per ogni lavoratore) che aveva nella Cgil la parte più critica, adesso serve decidere quale tipo di accordo stipulare. Il bandolo della matassa per uscire da una situazione di difficoltà lo devono trovare le sigle sindacali che sino ad oggi, nonostante le buone intenzioni, oggettivamente non hanno fatti passi tali da essere considerati risolutivi. Secondo indiscrezioni pare (anche se mancano al momento i decreti attuativi e loro eventuali applicazioni), che la strada che sarà comunque percorsa vede in prima fila quella dei contratti di solidarietà difensivi di tipo B. Infatti, sull'argomento, anche se da posizioni differenti, ci sarebbe una veduta di intese tra alcune sigle che ritengono che il lavoratore sia maggiormente garantito, mentre altre, ritenendo questi tipi di accordi di gran lunga penalizzante in termini economici propenderebbero per un accordo interno sulla falsa riga di quello precedentemente bocciato con il referendum di aprile dalla maggioranza dei dipendenti.

L'accordo precedente è ritenuto migliorabile e comunque come detto, di gran lunga meno oneroso per la busta paga dei lavoratori. Inoltre viene rilevato che spesso gli accordi prevedono anche una percentuale molto alta di riduzione oraria e in tali casi,l'attesa integrazione salariale è molto gravosa per il dipendente. Premesso che al riguardo viene osservato che la procedura di accesso al contributo ha tempi molto lunghi a complicare, come se non bastasse la situazione (oltre al rischio che non ci siano realmente i fondi) aver appurato, dopo precisa richiesta sindacale, che l'azienda non solo non si farà carico di anticipare per conto dell'Inps l'eventuale somma da recuperare e, tantomeno, la stessa quota spettante all'azienda ha intenzione di devolverla ai lavoratori che di conseguenza non otterrebbero nessun beneficio economico.

Sul fronte Casino SpA che non vede positivamente la strada dei contratti di solidarietà, si evidenzia un altro dettaglio, non meno importante, che riguarda la riduzione oraria (indicativamente potrebbe essere di 8/9 ore settimanali per dipendente) e le modalità di rimodulazione non facile vista la particolarità delle attività produttive. L'azienda, infatti, ritiene che la riduzione degli orari di lavoro ridurrebbe notevolmente la produttività, con conseguente peggioramento dei conti economici che aggraverebbero la sostenibilità della situazione di crisi in essere. Infine bisogna tenere conto che tutte le strade che venissero condivise tra le parti al tavolo per Casino Spa, prima di entrare in vigore, dovrebbero comunque passare al vaglio dei lavoratori per l'eventuale placet e solo allora l'azienda potrebbe ritirare quello stato di crisi che contempla, come ampiamente detto, l'attivazione dei licenziamenti collettivi.

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