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CRONACA | giovedì 29 novembre 2012, 17:00

“Bando europeo per il canile illegittimo”: sit-in di protesta degli animalisti in Comune a Ventimiglia, chiedono l'annullamento

Una delegazione di 50 persone, capitanata da Roda, si è recata a Palazzo di piazza della Libertà per incontrare i commissari straordinari ed esporre le loro perplessità e preoccupazioni. Arrivati all’ufficio della triade prefettizia non sono, però, potuti essere ricevuti.

“Per quanto ci risulta è tutto illegittimo. Per fare un bando con 18 comuni, bisogna che gli stessi, singolarmente, riuniscano i consigli comunali e facciano approvare il contenuto del bando. Credo che nessuno abbia fatto questo”. A sollevare dubbi sulla legittimità del bando europeo per la gestione del Canile comprensoriale di Ventimiglia, chiedendone il conseguente annullamento, è il presidente storico della Lega del Cane, Danilo Roda. Nel pomeriggio sit-in di protesta degli animalisti e amanti di cani e gatti in Comune questo pomeriggio. Una delegazione di 50 persone, capitanata da Roda, si è recata a Palazzo di piazza della Libertà per incontrare i commissari straordinari ed esporre le loro perplessità e preoccupazioni. Arrivati all’ufficio della triade prefettizia non sono, però, potuti essere ricevuti.  

“Credo che questa iniziativa di fare il bando europeo – spiega Roda –  non nasca dai commissari, nasce da una situazione precedente. Mi viene il dubbio che nemmeno i tre prefetti abbiano discusso tra loro. E’ stata, poi, fatta la riunione dei sindaci pensando di risparmiare, mandando i cani all’estero, in Sicilia piuttosto che in Sardegna, e hanno detto sì al bando. Riteniamo però che nel bando ci siano una serie di contraddizioni, di illegittimità che contrastano con le leggi vigenti. Volevamo incontrare i commissari per dire che è meglio ritirarlo. E, di qui, vedere insieme in base alla legge regionale, che dice che la gestione dei canili si fa con una convenzione fra le parti. Quindi non è un bando. La richiesta qual è? “Annullare il bando che scade il 13 dicembre”. “Nel bando poi – sottolineano in coro i manifestanti – pagano per 200 cani, e oltre non pagano più. Allora dal 201° cane cosa  fanno? Li ammazzano, li vendono o li vivisezionano?” Si sono domandati. “Questi interrogativi – hanno terminato – avremmo voluto porli ai commissari che però non ci hanno ricevuto”.

Lunedì notificato il ricorso della Lega del Cane al Comune contro il bando: “Sulla normativa regionale, nazionale in materia di affidamento degli animali non è previsto che gli stessi vengano ricoverati presso strutture site fuori provincia, ma ogni Comune, deve risanare le strutture esistenti e costruire dei canili. Loro invece hanno fatto questo bando dove viene previsto l’obbligatorietà del soggetto aggiudicatario di avere un proprio canile anche fuori provincia, e questo contrasta e sottrae alla ratio”, ha commentato l’avvocato della Lega, Marco Statari.   

Renato Agalliu

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