- 15 luglio 2012, 15:44

Montalto: grande attesa per il concerto di domani a Pieve di San Giorgio

Il Maestro Massimiliano Damerini presenterà il progetto 'Time Machine'

Massimiliano Damerini e Loredana D'Anghera

Massimiliano Damerini e Loredana D'Anghera

Grande attesa a Montalto Ligure per il concerto del Maestro Massimiliano Damerini e Loredana D'Anghera che si terrà domani 16 luglio alle ore 21 nella Pieve di San Giorgio (ingresso gratuito). Il grande pianista genovese presenterà il progetto Time Machine.

"Time Machine - si spiega nel comunicato - nasce nella primavera del 2011 da una collaborazione tra la cantante Loredana D'Anghera e il pianista-compositore Massimiliano Damerini. Loredana D'Anghera, cantante jazz che viene dal classico, desiderava collaborare con un compositore che ne mettesse in evidenza la doppia tecnica vocale, attraverso uno o più brani di stile diverso e contrastante. L'idea innovativa di Time Machine è l'esperimento di un estremo virtuosismo non solo vocale (passare da un'epoca, uno stile, un genere musicale all'altro) ma anche compositivo (è un esempio estremamente elaborato di 'falso d'autore'), e librettistico (il 'falso d'autore' riguarda anche la scelta dei testi).

Massimiliano Damerini ha 'inventato' un percorso (assolutamente non cronologico) nel quale gli interpreti passano, senza soluzione di continuità, da un falso d'autore all'altro. Monteverdi, Mozart, la Canzone italiana anni '60, Berio, Bach, il Tango alla Piazzolla, Debussy, il Song alla Henry Mancini, l'Aria di una possibile Opera russa dell'Ottocento, la Bossa Nova alla Jobim, Mahler. Nel finale la cantante impazzisce e mescola insieme a velocità ravvicinata stili e generi lontanissimi tra loro, frammentando sempre più il materiale musicale precedente.

Per la realizzazione di questa impresa occorreva un 'librettista operistico' con la cultura necessaria per imitare i vari stili nelle loro proprie lingue. Vittorio Caratozzolo, che nella vita è un insegnante di lettere, è un vero e proprio letterato con la passione per il falso d'autore. Tra i suoi lavori più significativi spicca un Processo a Don Giovanni (Guida, Napoli, 2009), che mescola insieme i più famosi 'Don Giovanni' letterari, ma soprattutto destruttura e ricostruisce in un plot processuale la trama e le voci dell'opera mozartiana.

Per Time Machine Caratozzolo ha elaborato questo percorso drammaturgico, la protagonista, offesa per il mancato appuntamento con il suo "amato' (il pianista), si sfoga irosamente con un recitar cantando monteverdiano, su testo ariostesco, e poi come Dorabella nel Così fan tutte, in un'aria mozartiana con testo alla Lorenzo Da Ponte. Persa la speranza, diventa Mina con una canzone a 'blues' che potrebbe essere di Lucio Battisti, o di Bruno Canfora. La sua passione si riaccende poi grazie a un passaggio ironico quasi come la "Sequenza per voce femminile" di Luciano Berio, nella quale intervengono citazioni di altre lingue (tra cui il greco), come in un gioco fonetico alla Edoardo Sanguineti. La pace armoniosa ritorna, siamo in piena Cantata profana di Bach. Il testo, naturalmente, è in tedesco. Altro notevole shock, e ci ritroviamo a Buenos Aires: il clavicembalo bachiano continua la sua improvvisazione e diventa un bandoneon. Inizia un tango violento alla Piazzolla, ci si immagina Milva mentre interpreta un testo di Horacio Ferrer. La strofa è struggente e malinconica. Dall'Argentina assolata ci trasferiamo d'incanto a Parigi. Pochi accordi raffinati, e siamo a Debussy, con un testo che potrebbe essere stato scritto da Verlaine, da Rimbaud, o da entrambi. Poi via... a Hollywood, dove una sorta di Henry Mancini (ma potrebbe essere Burt Bacharach) propone un Love Song, a San Pietroburgo dove incontriamo un eventuale Čaikovskji (ma potrebbe essere Borodin, o Rachmaninov) sulla cui musica si declama (in russo, ovviamente) l'eternità delle anime innamorate. Raggiunta l'intimità, il canto diviene un sussurro: siamo a Rio, ecco Jobim con una poetica Bossa Nova, naturalmente in portoghese. Ora l'amore diviene idealizzato e sublimato con una musica vicina a Mahler e il testo di un possibile Nietsche. Ma tutti questi jet lag musicali e letterari fanno impazzire completamente la cantante, che nel delirio mescola insieme tutti i frammenti, in un melting-pot della follia. Il pianista tenta di starle al passo, ma arranca e arriva sempre con leggero ritardo... Infine la citazione del falso Mahler riporta tutto sulla retta via.

Il finale è costruito a sorpresa. In mezzo a tanti 'falsi d'autore' abbiamo anche dei 'falsi finali': il pianista conclude con una raffinata coda in pianissimo, ma la cantante gli espone chiaramente la perplessità che in questo modo l'applauso non scatti... Il pianista tenta allora altri possibili finali: una marcia (nuovamente fermata dalla cantante), e addirittura un'ironica giga scozzese (stoppata dal soprano quasi immediatamente). Infine i due trovano la sintonia su un travolgente finale di Valzer: dopo Mahler restiamo a Vienna, ma nella Vienna di Johann Strauss".

La stagione dei concerti prosegue poi mercoledì 18 con l'omaggio al grande Maestro Giacinto Caramia, direttore artistico della rassegna, da parte di Matteo Tabbia e Giovanni Doria Miglietta. Organizzazione: Associazione culturale Maria Grazia Vivaldi. si ringrazia il ristorante Biblos, l'hotel Svizzera e l'agenzia Generali di Sanremo.

C.S.

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