AL DIRETTORE | venerdì 29 giugno 2012, 17:54
Sanremo: turismo e calendario manifestazioni, il pensiero della nostra lettrice Claretta
Una nostra lettrice, Claretta, ci ha scritto per intervenire su turismo e calendario manifestazioni:
“E' giunta la stagione estiva e come tutti gli anni, si parla di manifestazioni per il turismo a Sanremo. Ma quale turismo? Forse, i nostri amministratori dimenticano le estreme difficoltà congiunturali del turismo e della finanza pubblica? E che dire del bilancio del Casinò, fortemente negativo che interpreta la fase di recessione che sta vivendo il Paese, che si riflette anche sugli incassi delle strutture alberghiere, particolarmente deficitari di questi periodi? Purtroppo l'aumento dell'imposizione fiscale e dei nuovi costi che gravano sulle famiglie italiane, dall'IMU alla benzina, riducendo di molto la propensione alle vacanze, non possono che peggiorare il quadro in cui competono le nostre aziende e quelle dell'indotto. Dall'inizio della crisi nel 2007 i listini delle nostre aziende sono di fatto bloccati e non è stato possibile recuperare neppure l'inflazione, mentre tutti i costi sono aumentati (dal costo del lavoro all'energia, dagli alimentari alle tasse) riducendo di fatto i margini operativi. E' una fase estremamente delicata in cui i tagli agli investimenti infrastrutturali e quelli pesantissimi al budget delle manifestazioni (ridottosi ad 1/5 in pochi anni), uniti all' aumento dell'imposizione fiscale sulle aziende (Tarsu, IMU, IVA, ecc.) possono avere gravi effetti recessivi. Fatta questa premessa, c'è da stupirsi se qualcuno ancora venga a soggiornare nella ‘ex’ città dei fiori, che ormai da alcuni anni vive solo di ricordi. Le manifestazioni estive assomigliano sempre più a quelle di un paesino. Le strade continuano ad essere sporche, la mancanza di sicurezza è un problema che tocca i cittadini. In realtà, e che nonostante tutti questi esperimenti e calendari, il turismo è in crisi e in considerazione che Sanremo non offre quasi nulla, la vita è cara e quei pochi vacanzieri si recano in altre zone o nella vicina Francia”.









Carlo Alessi