ALTRE NOTIZIE | lunedì 06 febbraio 2012, 17:55
Mafia nell’imperiese: magistrato Canepa, no all’alibi delle sentenze passate in giudicato “Bisogna autoriformarsi”
“Se noi partiamo dal dato giudiziario – ha affermato il Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia originaria di Vetimiglia, Anna Canepa – è sempre stato un alibi perché obiettivamente sentenze passate in giudicato che riguardino il Ponente se ne ricorda una sola, dei primi anni ’90".
“La provincia d'Imperia presenta un tasso d'infiltrazione mafiosa molto alto. Da un punto di vista geografico è la provincia ligure che si presta maggiormente ai transiti illegali visto il fatto che confina con la Costa Azzurra”. E’ questo il quadro allarmante che emerge dal primo rapporto sulla "Mafia in Liguria", il documento illustrato dalla Fondazione Caponnetto alla chiesa Anglicana di Bordighera, alla presenza di: Salvatore Calleri - Presidente Fondazione Caponnetto, Anna Canepa - Magistrato Direzione Nazionale Antimafia, Enrico Revello - Segretario Camera del Lavoro di Imperia e Claudio Giardullo - Segretario Generale SILP-CGIL e di tutti i vertici delle forze dell’ordine.
“Se noi partiamo dal dato giudiziario – ha affermato il Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia originaria di Ventimiglia, Anna Canepa (l'audio cliccando QUI) – è sempre stato un alibi perché obiettivamente sentenze passate in giudicato che riguardino il Ponente se ne ricorda una sola, dei primi anni ’90. Però, ad esempio, c’era un provvedimento di archiviazione che riguardava un’operazione definita “Colpo della Strega” che conteneva già i sintomi di quello che poi oggi è emerso. I “locali” venivano già indicati in quel provvedimento, collaboratori di giustizia, ma anche sentenze passate in giudicato calabresi davano già la mappa sul territorio di certe presenze. Se noi, sempre, ci nascondiamo sul fatto che non ci sono sentenze passate in giudicato il discorso finirebbe lì. Invece c’erano provvedimenti e indagini che evidenziavano già delle criticità parecchi anni fa”.
Sul provvedimento dello scioglimento comunale: “Lo scioglimento – ha spiegato la Canepa – riguarda la possibilità di Condizionamento delle amministrazioni comunali da parte della criminalità organizzata. Sono provvedimenti preventivi con un livello probatorio decisamente inferiore rispetto a quelli dell’autorità giudiziaria, Sono significativi perché deve essere un punto di partenza e non di arrivo. I cittadini devono rendersi conto che c’è un problema per risolverlo e affrontarlo come coscienza civica. Non bisogna aspettare che arrivino i carabinieri. Bisogna fermarsi un pochino prima".
Sul fatto che anche la classe politica, alla luce anche di quanto avvenuto per Bordighera prima, e Ventimiglia poi, che spesso minimizza e in un certo qual senso “giustifica” l’operato adducendo come motivazione di essere “amministratori e non investigatori”, la Canepa ha chiosato: “Questo è un problema della politica. Che riguarda tutta la politica. Un problema che è sul tavolo, è sul tappeto. Pensare che si risolve tutto con l’autorità giudiziaria è un gravissimo errore. L’autorità giudiziaria arriva sempre troppo tardi. Bisogna riflettere, fermarsi prima, autoriformarsi”.
Questo il quadro che emerge dal Rapporto nella Provincia di Imperia
Ventimiglia: è sede di una locale della 'ndrangheta molto influente e di una camera di controllo della stessa organizzazione criminale. La locale del basso Piemonte dipende gerarchicamente dalla società calabrese ivi presente. Della potenza criminale di tali cosche vi sono tracce anche nelle intercettazioni telefoniche di 'ndranghetisti presenti in Germania. Una parte del territorio di Ventimiglia da un punto di vista sociale ricorda sempre di più i comportamenti visti nei territori delle roccaforti della 'ndrangheta in Calabria. Ventimiglia è anche sede di accordi tra mafie diverse.
Esemplificativo rimane in tal senso l'accordo raggiunto a suo tempo tra camorristi ed 'ndranghetisti che, per evitare disturbi ai calabresi al confine, permise ai campani di gestire la contraffazione in modo esclusivo ma solo fino a San Remo. I venditori abusivi scomparvero all'istante. Ventimiglia è sede pure delle riunioni tra i clan marsigliesi ed i clan calabresi. E' altamente probabile anche la presenza di esponenti di cosa nostra sul territorio. I campi d'interesse delle cosche sono assai variegati e spaziano dalla droga, alle estorsioni, agli appalti pubblici e privati oltre al gioco legale e non. A Ventimiglia i CC hanno effettuato numerose operazioni contro la ndrangheta che hanno tra l'altro portato a diversi arresti.
Bordighera: si registra la presenza della 'ndrangheta in maniera molto marcata. Il rapporto dell'associazione “Avviso Pubblico” ha inserito la città delle palme nella lista dei comuni minacciati dalla mafia. Sono presenti esponenti legati alle cosche calabresi e sono state effettuati recentemente numerosi arresti. Si registra inoltre una capacità contrattuale con la classe politica molto alta di tali soggetti. Estorsioni, droga, movimento terra ed appalti i principali campi d'intervento di tali gruppi.
Sanremo: hanno sempre “lavorato” esponenti di spicco di cosche di peso provenienti da Palmi e da Reggio Calabria. Interessi oltre a quelli consueti delle organizzazioni criminali anche il mercato dei fiori. Vi sono presenti anche gruppi camorristi. E' probabile anche la presenza di persone vicino a Messina Denaro boss di cosa nostra nonché anche degli uomini del boss dei casalesi Zagaria. Sanremo è sede anche di un rinomato casinò che può rappresentare una tentazione molto forte per le organizzazioni criminali. Sanremo è inoltre in questo momento aggredita da una forte criminalità diffusa.
Diano Marina: operano gruppi 'ndranghetisti calabresi provenienti da Seminara.
Riva Ligure: in passato si è manifestato l'interesse di Cosa Nostra per lo smaltimento di rifiuti.
Conclusioni: la situazione esistente nella provincia di Imperia è grave ed assolutamente da non sottovalutare. La presenza mafiosa si conferma ai massimi livelli, così come il rischio colonizzazione.




















Renato Agalliu