ALTRE NOTIZIE | lunedì 06 febbraio 2012, 14:11
Decreto Monti e tracciabilità: l'allarme degli orafi della provincia di Imperia
I gioiellieri hanno espresso la loro preoccupazione in vista di un ulteriore calo degli acquisti causato dai limiti introdotti dalla normativa, lamentando la differenza con la Francia.
Riunione urgente stamani della categoria orafi della provincia di Imperia presso la sede della Confcommercio a Sanremo. Gli esercenti hanno incontrato i rappresentanti della Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi per un confronto sulle norme contenute nel decreto Monti, in particolare sulla massima tracciabilità e trasparenza dei pagamenti.
I gioiellieri, una trentina dei circa cinquanta associati in in Provincia, hanno espresso la loro preoccupazione in vista di un ulteriore calo degli acquisti causato dai limiti introdotti dalla normativa entrata in vigore il 6 dicembre scorso. Quest'ultima prevede: il limite dei pagamenti in contanti per importi pari o superiori a 1000 euro e l’obbligo di comunicare all'Agenzia delle Entrate i nominativi dei clienti che effettuano acquisti con assegno o bonifico per importi superiori a 3600 euro.
A destare maggiore allarme per i commercianti della Provincia c'è anche il rischio che gli acquirenti, sia italiani che stranieri, decidano di varcare il confine con la Francia dove il limite dei pagamenti in contanti è invece pari a 3000 euro per i residenti e 15.000 euro per i non residenti. Una differenza che, oltre a garantire maggiore riservatezza per chi acquista all'estero, mette alle strette ulteriormente la categoria già provata dalla crisi economica.
“Il rischio è la limitazione dell'attività commerciale delle nostre imprese – ha commentato durante il suo intervento Steven Tranquilli, direttore della Federazione nazionale dettaglianti orafi – una limitazione che colpisce anche il semplice cittadino che ha difficoltà e paura di entrare nel redditometro”.
“Abbiamo sempre più oneri fiscali – ha commentato Guido Garavelli, presidente provinciale dettaglianti orafi – il cliente non si sente più a suo agio quando entra in una gioiellieria a comprare. Non vogliamo oberare l'acquirente di queste paure di essere rintracciato o aver fatto una spesa che un indomani gli comporterà magari un accertamento fiscale”.
“Come Federazione, insieme a Confcommercio – ha aggiunto Tranquilli – ci stiamo muovendo affinchè venga rivisto il limite dei pagamenti e quello della tracciabilità . C'è una forte voglia di coesione. Abbiamo presentato una memoria su cosa accade negli altri Paesi europei ribadendo il timore che il consumatore vada all'estero. In linea di massima posso azzardare un calo generale ad oggi delle vendite del 20-25%. ”
Venditori preoccupati e acquirenti confusi, di fatto quello degli orafi è una delle categorie più coinvolte dagli effetti decreto Monti. "Sappiamo che è un problema di tutto il commercio - hanno affermato alcuni commercianti - ma certo non ci vuole la concorrenza della Francia"
All'incontro erano presenti anche il Presidente della Confcommercio di Sanremo Gianni Ostanel, il Vice Presidente dell'Associazione Orafi di Genova Massimo Cicala, il Presidente dell'Associazione Gioiellieri Orafi Argentieri Orologiai della Provincia di Genova, Enrico Natoli, e il presidente dell'Associazione Orafi ed Orologiai della Provincia di Savona Fiorenzo Ghiso.























Silvia Iuliano