IL PUNTO DI CLAUDIO PORCHIA | domenica 05 febbraio 2012, 16:00
Non c'è il due senza il tre: dopo Ventimiglia a chi tocca?
Scullino Caronte e l'esondazione dei voltagabbana. Il turismo affonda. (Lasciate un vostro commento..)
Diciamolo subito: avremo ancora molto tempo per commentare lo scioglimento del consiglio comunale di Ventimiglia. La notizia è importante, resisterà a lungo e darà al Ponente, dopo quella di Bordighera, una pubblicità nazionale, di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Siamo in piena overdose da prima pagina.
L’immagine turistica della provincia ha subito e subirà ancora danni gravissimi.

Ci potevamo immaginare un esito diverso? Assolutamente no.
Tutte le relazioni sostenevano che a Ventimiglia la situazione era più grave di Bordighera. Il risultato era scontato, solo una questione di tempo e, questa volta senza neppure l’alibi di una presenza ostile, quella leghista, al governo.
La nave con al comando il sindaco e il consiglio comunale di ventimiglia è andata quindi a fondo.
Il freddo intenso di questi giorni ci fa pensare più all’iceberg contro cui ha cozzato il Titanic, che allo scoglio della Concordia.
Scullino comunque meglio di Schettino, ma è poca consolazione. All’orizzonte per lui non c’è una scialuppa di salvataggio, ma, politicamente parlando, la barca di Caronte.

Infatti mentre il sindaco difende il suo operato e quello della sua giunta, dopo l’urto i topi hanno già cominciato l’abbandono della cambusa della nave destinata ad affondare. Il suo consenso in città è destinato a dissolversi rapidamente. Sappiamo che gli italiani sono abilissimi nel cambiare bandiera al girar del vento. Oggi una piccola folla ha partecipato alla conferenza stampa della Casa della Legalità, che con il blogger, Marco Ballestra, ha chiesto lo scioglimento del consiglio da sempre in grande solitudine.
Il sul(Tano) sarà presto solo e soffrirà per l’esondazione dei voltagabbana. Ma non commetterà l’errore di un ricorso al Tar, che aggiungerebbe vergogna a vergogna. La scena politica ponentina, popolata non da fuoriclasse, ma da finti oppositori e tanti portaborse, ha perso con lui un protagonista, nel bene e nel male, di primo piano.
Per sostituirlo sono in arrivo tre commissari: due siciliani ed uno calabrese. "Quando il caso dice la combinazione" direbbe il bravo presentatore, Nino Frassica.
La provincia vive momenti di grande apprensione per un noto proverbio popolare, che recita: “non c’è due senza tre”. Il concetto di base è molto semplice se un evento si ripete due volte, non può considerarsi unico e quindi è destinato a ripetersi. Questo antico proverbio è in realtà una speranza per la casa della Legalità, che si augura che possa presto registrarsi uno scioglimento anche nel savonese, magari ad Andora o Alassio. Ma la provincia di Imperia non vuole essere da meno: per il terzo posto gli scommettitori danno per favorite le città di Diano Marina, Riva Ligure e Vallecrosia. Una bella gara!
Non dobbiamo però preoccuparci perché del proverbio esiste anche una variante meno conosciuta: “Non c’è due senza tre … ed il quattro vien da sé”.
Ed un quarto posto, in questi tempi di crisi, non è da buttare via.













Claudio Porchia