CRONACA | venerdì 03 febbraio 2012, 16:17
Sanremo: maltrattamenti sulla nonna, domani e lunedì gli interrogatori in carcere
Tiziana Lizzari di 60 anni e Massimiliano Marocchi di 22 anni devono rispondere di maltrattamenti plurimi aggravati in concorso ai danni dell'anziana parente.
SI terranno già domani e lunedì gli interrogatori di garanzia a carico di Tiziana Lizzari di 60 anni e Massimiliano Marocchi di 22 anni. I due sono stati accompagnati in carcere a seguito dell'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare a loro carico emesse per maltrattamenti plurimi ed aggravati nei confronti di una parente, Lidia, rispettivamente madre e nonna.
Domani la prima ad essere ascoltata sarà la 60enne che attualmente si trova rinchiusa nel carcere femminile di Genova Pontedecimo. Lei, come suo figlio, compariranno difesi dall'avvocato Andrea Artioli di Sanremo. Quest'ultimo ovviamente non ha commentato i fatti contestati ai suoi clienti. Invece, lunedì, ma questa volta in carcere a Sanremo sarà la volta di Marocchi.
I due erano molto conosciuti nella città di Sanremo non tanto per i fatti oggi emersi ma per essere stati vicini agli ambiti politici di Forza Italia prima e del PDL dopo. Curiosa anche la loro reazione di persone che sembrano fin troppo tranquille e lontane dai fatti loro contestati, un dettaglio che ben si vede soprattutto dai filmati degli arresti.
I maltrattamenti si sono verificati tra ottobre e gennaio in un vero e proprio climax mirato, secondo gli inquirenti, a far allontanare l'anziana, Lidia, dalla sua abitazione ed a privarla dei suoi averi. Di fatto agli atti la prova principale è rappresentata dalla testimonianza dell'anziana, che è riuscita a denunciare le vessazioni subite solo lo scorso 21 gennaio.
Quanto raccontato dall'80enne agli agenti del commissariato di Sanremo ha fatto emergere una realtà dura fatta di maltrattamenti mirati a colpire la dignità e l'incolumità fisica di quest'anziana. "Da ottobre fino a gennaio si manifesta a più riprese un'escalation di cattiveria e crudeltà perpetrata dai due nei confronti dell'80enne. Dapprima una nuova sistemazione degli arredi in casa durante la quale i due gettano via mobili ed abiti dell'80enne che non erano di loro gradimento e successivamente la privarono del telefono e della rubrica. L'apparecchio è stato poi sostituito con un cordless che Lizzari e Marocchi portavano via dalla casa ogni qualvolta uscivano, rendendo così impossibile per l'anziana di poter denunciare l'accaduto ad altri parenti” - ha illustrato il dirigente del commissariato Nicola Zupo.
L'apice della vicenda viene raggiunto solo il 12 gennaio, quando Tiziana Lizzari chiede i soccorsi per l'anziana madre sostenendo che fosse intossicata da un abuso di alcolici e che avesse mostrato istinti suicidi. Lidia a quel punto viene ricoverata nel reparto psichiatrico di Bordighera ma alla fine i medici capiscono che la donna sta bene e non è assolutamente malata di mente e quindi il 20 gennaio la dimettono. La figlia ed il nipote dell'anziana arrivano addirittura a cercare di parlare con il primario sostenendo che dovessero tenerla rinchiusa nel nosocomio, con l'intento di trovare una struttura adeguata dove trasferire l'anziana ma per tutta risposta i medici hanno dimesso Lidia non essendoci i presupposti per trattenerla ulteriormente.
Quello stesso pomeriggio figlia e nipote chiamano di nuovo l'ambulanza per ricoverare l'80enne che comprendendo cosa stava accadendo riesce a scappare da una vicina, anche se è comunque conscia che ormai non sarebbe più potuta tornare nella propria abitazione. Vista la situazione, a quel punto, l'anziana decide di trasferirsi in una pensione ed il giorno seguente si reca al commissariato di corso Cavallotti per sporgere denuncia contro i parenti.
Sull'accaduto il procuratore capo di Sanremo Roberto Cavallone è stato molto chiaro: “Da quando sono arrivato è stato un mio pallino creare una sorta di forza d'urto costituita dalla procura, dai carabinieri dalla polizia ed anche dalla finanza, per perseguire quella serie di comportamenti che vengono definiti come reati contro i soggetti deboli. Purtroppo è un dato ricorrente che ci siano molti episodi di maltrattamenti ai danni di donne ed anziani ed è un fenomeno percentualmente rilevante a fronte del numero dei reati che vengono generalmente iscritti in questa procura. Alcune volte questo è legato ad un dato culturale, alcuni di questi maltrattamenti avvengono all'interno di ambienti di immigrati, dove un certo rapporto di cultura tra uomo e donna determina situazioni per noi inaccettabili. Altre volte, come nel caso di oggi, l'anziano viene sfruttato e poi abbandonato se non addirittura maltrattato.
Qui siamo in una situazione di questo tipo. - ha detto ancora Cavallone - L'intenzione della procura è chiamare l'attenzione di tutti su questo fenomeno, anziani, donne e bambini vanno rispettati. Sono persone che non sono spesso in grado di difendersi. Questa operazione segue quella del Borea e ne seguiranno altre, perchè questi episodi stanno portando alla luce altri fatti accaduti in passato e che man mano stiamo raccogliendo. L'invito a tutti è di venire a riferire in procura i fatti che sono stati commessi a loro danno o di cui sono a conoscenza perchè è un fenomeno che dev'essere contrastato ed eliminato. Tutti quanti siamo destinati ad essere anziani e tutti quanti abbiamo bisogno del rispetto nel momento in cui abbiamo più necessità quando magari non abbiamo le forze fisiche per difenderci . Queste persone sono state attaccate duramente nella loro dignità oltre che nella loro incolumità fisica”.
















Stefano Michero