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IL PUNTO DI CLAUDIO PORCHIA | domenica 22 gennaio 2012, 18:00

Deja vu: Orengo Demora prima, Borea oggi.

Di fronte alle sirene delle forze di polizia e alla ambulanze che hanno sfollato gli ospiti della casa di riposo, ho provato la sensazione di un deja vu. Infatti non è la prima volta che succede.

Il ponente ligure gode in questo periodo di una attenzione straordinaria da parte dei media nazionali. Ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma ….

il video di Youtube, con le immagini dei maltrattamenti della casa di riposo Borea,   ha toccato oggi quota  46151 contatti.  Dopo il boom dei primi giorni, il gradimento del pubblico è in calo. 

Le vicende giudiziarie non hanno acceso soltanto i riflettori delle tv nazionali sulla città dei fiori e del casinò, ma hanno contribuito anche ad aumentare le vendite dei giornali. Non male in questi tempi di crisi, una vera manna piovuta dal cielo.

Il mio caro amico e maestro Alfredo Moreschi, mi racconta sempre di una città e di una provincia dalla memoria molto corta, e che ripete spesso gli stessi errori. Di fronte alle sirene delle forze di polizia e alla ambulanze che hanno sfollato gli ospiti della casa di riposoi, ho provato la sensazione di un deja vu.
Infatti non è la prima volta che succede. Non è assolutamente una novità.


Era il 1996 e correva il mese di gennaio, un mese “silenzioso e lieve, come canta Guccini nella canzone dei dodici mesi.
eccovi la notizia:



Le cronache locali descrivevano la struttura come un lager.

Arrivarono le televisioni nazionali, dell’Orengo Demora parlarono tutti i quotidiani nazionali.

Borgomaro veniva indicato come un paese vicino a Sanremo, perchè allora pochi sapavano dove fosse Imperia, la città e la provincia.

La sostanza non era molto diversa da quella di oggi.

Mancava Youtube, ma i video no.

Dopo lo sfollamento della struttura, una parte degli anziani fu trasferita a Casa Serena (oggi come allora) e si trovarono finalmente i soldi per procedere ad una ristrutturazione dell’immobile, a mettere in sicurezza gli ospiti ed i lavoratori, ad assumere il personale che mancava. Le rette per gli anziani triplicarono. ci furono processi, rinvii a giudizio, assoluzioni, condanne e ricorsi in appello, di cui si è persa traccia.

Voglio ricordare quell’esperienza così terribile sul piano personale per molte persone, ospiti, lavoratori e amministratori, perché sarebbe dovuta servire da lezioni per tutti. Ed infatti nei mesi successivi anche altre strutture della provincia che operavano in condizioni, che con un eufemismo definisco  “critiche”,  velocemente si adeguarono agli standard richiesti dagli Enti di controllo, che allora come oggi avevano controllato molto poco.

Le rette aumentarono ovunque, perché la gestione di persone non autosufficienti richiede costi alti. E con colpevole ipocrisia ci stupiamo degli extracomunitari che lavorano nelle case di riposo come nelle cucine e lavanderie della Concordia.

Sedici anni dopo, ancora una volta sono state le forze di polizia a vigilare ed intervenire in un settore dove mancano prevenzione e controlli. I processi chiariranno le responsabilità personali, mentre alla politica, invece di perdersi in polemiche sterili, spetta il compito di capire cosa sia accaduto e di fare in modo che questo non accada più.

Déjà vu è il titolo del primo album pubblicato dal gruppo Crosby, Stills, Nash & Young nel 1970.
È uno degli album più popolari degli anni '70 ed il suo ritornello mi è tornato alla memoria leggendo del blitz.

Un ritornello, che recita così:

E mi sento come se fossi stato qui prima
Sento come se fossi stato qui prima
Na, na, na
Na, na, na
Tutti noi siamo stati qui prima
Tutti noi siamo stati qui prima
Na, na, na
Na, na, na


Arrivederci al prossimo blitz.

Claudio Porchia

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