DALL'ALBUM DI ALFREDO | sabato 17 dicembre 2011, 08:18
Un nuovo documento dell’Archivio di Stato conferma che la Torre Ciapèla non è del 1550
Niccoletti: Mi auguro che la Famija sanremasca porrà fine al suo silenzio corregendo col XII secolo la datazione del Bastione nonché la motivazione della sua costruzione.
Le ricerche del discolo di San Siro proseguono senza sosta portando alla luce sempre nuovi documenti. L’ultima scoperta fra i polverosi scaffali dell’archivio di Stato è rappresentata da un documento che attesta l’inequivocabile presenza del Bastione della Ciapèla già all’inizio del XVI secolo e confermando l’errore della datazione contenuta nella targa della Famija Sanremasca. Mentre il comune con il suo giovane Sindaco e la Famija Sanremasca con il suo anziano e saggio presidente non riescono ad uscire da un imbarazzato silenzio, la telenovela continua ed aumentano i sostenitori ed i fautori di una sostituzione dei cartelli dell’importante monumento cittadino.

L’ingegner Niccolletti ci spiega che: “ Calvini pubblicò, in collaborazione con l’amico Sarchi, il libro sulle Fortificazioni erette nella metà del 1500 a causa delle spogliazioni di uomini e beni lungo la costa ligure da parte dei barbareschi, i Turchi, provenienti dalle coste africane: il Barbarossa, il Dragut ed altri. Il libro fa riferimento al Bastione della Ciapela in un documento agli atti dell’Archivio di Stato di Sanremo, diretto da Calvini per oltre un decennio, e promotore del rientro da Genova dell’Archivio sanromolese depredato dai genovesi nel 1753. Gli storici scrivono; le persone anche quelle interessate, non leggono, improvvisano e generano confusione su cose e tempi. Il documento è un atto pubblico di affittanza redatto da un notaio il 7 ottobre 1503. Tali Battista e Stefano Fabiano affittano al sig. Siretto Fabiano per 9 anni un terreno nella zona orti ed una “domum ossia colombaia scoperta” da ritenere un terrazzo ad uso rifugio volatili forse per allevamento. Questo plateatico dall’atto rogato confina a ponente col muro della Torre di Ponte Berruto e/o Ciapèla. Da una foto panoramica della zona Ciapèla dello studio Moreschi (foto 3) questa ‘colombaia scoperta’ può individuarsi sul terrazzo retrostante il Bastione posta al suo lato di levante. Il documento pone comunque in evidenza che il Bastione allo inizio del XVI secolo (anno 1503) era già stato costruito; così come ne dimostra l’esistenza la delibera del Consiglio sanromolese che nell’ottobre 1550 liquida l’impresa che sul Bastione ha eseguito lavori di riparazione”.

La Torre non è sicuramente del 1550, quindi …..
“Resta alla famija sanremasca – prosegue il nostro infaticabile discolo - prenderne atto togliendo dal masso posizionato ai piedi del Bastione la datazione. Per la data da sostituire sul masso e solo necessario leggere quanto scritto da altro storico il prof .Antonio Canepa.
“E’ da premettere che la zona Orti posta tra il caruggio via Montà e il vicolo del Pescio nella zona di Abrigo della Costa è nata per necessità naturale con la prime case del Castrum.
L’orto che il Vitale nel 1069 ha donato alla Chiesa dei Benedettini Neri di S.Sefano produceva 200 kg. di grano anno. Si costruivano i beudi per la irrigazione degli Orti a valle e per dissetare con la Fonte’ della Ciapèla la gente come la cisterna costruita a monte.
• Agli albori del Castrum la zona della Ciapela e quella del Piano era luogo di movimento.
• Si venerava la Cripta in cui era stato sepolto S.Romolo in S.Siro.
• Si seppellivano i morti nei suoi dintorni.
• Si tenevano le riunioni vescovili nell’Orto della Chiesa di S.Giovanni il Battistero.
• Nel 1123 fu espresso il lodo del pagamento delle decime da parte dei sanromolesi alla Chiesa di S.Lorenzo in Genova da Oberto Conte di XXMiglia e Sigifredo Vescovo).
• Nel 1140 i Benedettini Neri costruivano il loro Molendino col canale idraulico portante acqua (beudo) sul lato sinistro del Torrente oggi S.Romolo,
• Si costruiva la Chiesa di S.Giovanni,
• Nel 1130, causa la riscossione delle decime non pagate dai sanromolesi arrivano i genovesi e piazzano il Bastione allo accesso della ‘Fonte e della zona Orti sopra di un paio di beudi (Lamboglia) in segno di Dominio e di difesa del Castrum in costruzione.
Contemporaneamente a monte del colle ferveva la vita per la costruzione di case verso levante, la zona di Ubago del colle, dove erano erette sul limite le sue Torri di difesa costruite dalla gente di S.Romolo (Canepa -Cronologia Storica- ECO Riviera 29.01.1927).
Queste Torri, di cui quella di sommità a sud-est della Chiesa di S.Pietro e quella di Via Rivolte, sono consegnate nel 1217 (Jurium 537-538-539) rispettivamente alle fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, a nome del governo genovese poiché si era in regime feudale.”
Cosa si aspetta di trovare sotto l'albero di Natale?
Ci risponde senza la minima esitazione: "Mi auguro che, dopo attenta lettura dei libri di cui si era fatta promotrice scritti dai suoi storici, la Famija sanremasca porrà fine al suo silenzio corregendo col XII secolo la datazione del Bastione nonché la motivazione della sua costruzione."
Non avevamo dubbi!
fine della quinta puntata e buone feste a tutti













Claudio Porchia