DALL'ALBUM DI ALFREDO | venerdì 25 novembre 2011, 00:00
Continua la battaglia dell’ingegner Nicoletti per la datazione della Torre Ciapela
Nuovi documenti e nuove immagini a sostegno della sua tesi. La Famija Sanremasca tace. Zoccarato incerto e indeciso.
Sono passati 4 mesi da quando abbiamo dato la notizia della scoperta dell’ingegner Nicoletti, del presunto errore nella datazione della Torre Ciapela.
Il dibattito, anche se la notizia è stata pubblicata solo sul nostro quotidiano, ha coinvolto diversi ed autorevoli studiosi, che si sono equamente divisi fra favorevoli e contrari alla tesi del nostro discolo di piazza San Siro.
In un precedente articolo abbiamo pubblicato le foto del monumento, lo stato di degrado e la targa posta dalla Famija Sanremasca, che da allora si è chiusa in un religioso e giustificato silenzio.
Le polemiche e gli autorevoli pareri contrari non hanno rallentato l'opera certosina di Nicoletti, che ha coinvolto l’amministrazione comunale ed il suo attivissimo sindaco. Ma King Zocc in questa occasione ha deciso di adottare la tattica del “temporeggiatore”. La città ha probloemi più grandi ed urgenti, ma non è simpatico che nessuno a palazzo Bellevue e dintorni trovi il tempo di una risposta nel merito.
Mentre l’enigma rimane senza soluzione, le ricerche proseguono e producono sempre nuovi documenti a supporto della tesi che indica nel 1130 e non nel 1550 la data di costruzione della torre. Un errore di soli 400 anni!!
Noi pur senza prendere posizione nella querelle, vi diamo conto del dibattito e degli ultimi sviluppi.
Ecco la lettera che Nicoletti ha mandato a Zoccarato ed al Presidente della Famija Sanremasca.
Ecco le ultime immagini trovate nell’archivio Moreschi e sostegno della tesi di Niccoletti
Piantina del Vinzoni con l'indicazione delle torri e del bastione secondo lo storico Canepa
Foto 1 Resti della Torre in summitate

Foto 2 Resti della torre vicina a piazza Capitolo
Ecco il testo aggiornato della proposta di Nicoletti.
(I riferimenti fotografici sono presenti nel primo articolo pubblicato)
All’apertura di Via Martiri nessun amministratore ha pensato di fotografare ciò che si sarebbe demolito dell'antico Castrum. Qualche decennio dopo altro tentativo di demolizione del Bastione fu prontamente bloccato. Al tempo si era scritto di una cinta muraria percorribile chiudente il Castrum dal lato Ciapela mentre questo era dotato di difese semplici ed attente. Vedi foto 2-3 e descrizione.
Seguiamo in sequenza costruttiva i fabbricati succedutisi dalle foto esposte sul libello:
- foto 6 la più antica, sulla quale compare un fabbricato accostato al ponte Ciapela sul lato di ponente e appoggiato sul lato retrostante ad una alta casa medioevale ( occhiaie non finestrate).
- foto 2 la panoramica del quartiere Ciapela visto dal torrente S.Romolo sulla quale sono visualizzati fabbricati successivi agli Orti sull'Isola Abas con retrostanti le case medioevali. Si nota un sopralzo di più livelli sul fabbricato accostato al ponte Ciapela di foto 6.
- foto 3 mostra:
a) II Baluardo circolare genovese affrancato con muratura di tamponamento alla Torre quadrata costruita dai sanromolesi in epoca precedente a salvaguardia degli orti e per l'uso domestico della popolazione (La fonte). Dalla copertura della 'Torre alla fonte' posta a levante si accedeva direttamente alla copertura del Baluardo posto in adiacenza sul lato di ponente.
b)-II muro di cinta a protezione del Castrum, elevato pressoché a due terzi della Torre genovese, è immorsato a nord al Baluardo ed a sud al fabbricato medioevale. Dietro il muro di cinta è l'archivolto sotto cui passava il vico Ciapela che dava accesso al Castrum.
Sintetizziamo la storiografìa sul Castrum delprof. Canepa.
1)- Sugli atti della Società Ligure di Storia Patria Voi. LUI 1926 sono pubblicate le 'Vicende
del Castello di S.Remolo' su cui si legge..si completavano le fortificazioni della città già difesa da un Castello fin dal secolo X (cita il Lib. I Jur. 4 - 5) e da una Torre del secolo XII (cita notizie del Caffaro ) a cui se ne aggiunsero poi altre tre (cita Lib. I Jr. 595 - 598). Torri individuate all'interno del Castrum in pietra lavorata, di forma quadrata. Lo spessore dei muri, i conci regolari, le rampe delle scale lungo i lati, rivelano lo scopo per il quale Le Torri sono state costruite dai sanromolesi: TORRI da ritenere cosa pubblica a cui si aggiunge, quella quadra più antica in scaglie di pietra, quella della Ciapela eretta per l'accesso alla fonte in
prossimità del Torrente S.Romolo (Reg. II Cur. 343).....accanto al Baluardo costruito dopo.
Quindi Castrum difeso dal Castello, quattro Torri quadre e il Baluardo circolare.
Da Jur. Lib I 595-598. Il 24 luglio 1217 emissari genovesi Barozzo di Borgo e Guglielmo Lercaro per fermare altri fratricidi consegnarono al Guelfo Rafficotta la Torre 'in sommìtate', oggi demolita a causa terremoto, ed al Ghibellino Vocecanto quella sottostante di Via Rivolta per difesa 'turrìs sopradicte', onde raggiungere un periodo di tregua ottenendo che dichiarassero di averle avute da loro in nome del Comune genovese.
Va ricordato che nel medioevo:” i Vescovi ed il Comune Genovese, sostituitisi ai Conti di Ventimiglia già Signori del Contado vinti dai genovesi e privati della Signoria feudale, si avvicendavano nel ritenersi a possesso delle terre e case sanromolesi come le DUE Torri consegnate.”
2)- Sull'Eco della Riviera dall'anno 1925 al gennaio 1927 sono pubblicate a puntate sotto il titolo 'Cronologia storica di S.Romolo' le 'Illustrazioni di antichi documenti del Castello di S.Romolo.
In una puntata relativa al capo XI anno 1143 a titolo 'Consuetudini dell'Arcivescovo sul Castello' il Canepa accenna alla sentenza del 1218 a proposito della Torre della 'fonte' costruita dai sanromolesi.... a cui si scende alla sua 'fonte' posta lungo il muro di cinta....
Resta il rimpianto per quanto non è stato fatto a suo tempo nel 1960
- -una lettura attente dello scritto Canepa.
- una verifica sulle deliberazioni del Consiglio Sanromolese dell'anno 1500 riportate a casa da altro storico conterraneo Nilo Calvini nel 1956 dall'esilio genovese causa Pinelli.
- una ricerca puntuale negli studi fotografici della Città.
Errori e/o dimenticanze che hanno dato origine alla targa comunale posizionate dopo decenni e da ritenere che ha copiato la datazione del Bastione dalla targa posizionata dalla Fami/a sanremasca aggiungendo notizie errate sul nome Ciapèla e ciò che dal Bastione nel 1130 e nei secoli futuri non era visibile, la foce del torrente S. Romolo.
Errori comunque casuali e normali per chi lavora in buona fede dovuti senza offesa a non conoscenza.
Oggi compete alla Famija esaminare il libello che porta ben altra datazione sul Bastione confrontandolo con eventuale autentica documentazione contraria e se questa non esiste rimediare cortesemente all'errore passato dando al Bastione e/o Baluardo la sua vera storia:
Eretto nel XII secolo da soldati genovesi a difesa del Castrum e per la riscossione di decime non dovute dalla gente di San Romolo.
Questa la tesi di Nicoletti.
Se qualcuno vuole argomentare il contrario siamo pronti ad ospitarlo.

















