/ CRONACA

Che tempo fa

Cerca nel web

CRONACA | 31 ottobre 2011, 15:17

Sanremo: truffa e falso per l'alluvione di Ceriana, il 23 gennaio la conclusione dell'istruttoria

Stamani diverse testimonianze in aula sulle diverse fasi di intervento durante la ricostruzione

L'avvocato Vincenzo Icardi

L'avvocato Vincenzo Icardi

Il prossimo 23 gennaio terminerà l'istruttoria sul processo per truffa e falso a carico di due coniugi, cinque artigiani ed un geometra di Ceriana, nell'entroterra di Sanremo. Queste persone sono infatti accusate di aver percepito indebitamente diversi finanziamenti a titolo risarcitorio in seguito ai danni dell'alluvione del 2000, secondo l'accusa i danni denunciati sarebbero stati gonfiati rispetto alla portata reale.

Oggi per contestare le accuse sono stati ricostruiti in maniera minuziosa quelli che sono stati i lavori di rifacimento del condominio e delle facciata sulla proprietà Onda. Sugli edifici si abbatté un grosso masso che segnò le strutture, oggi per confermare le diverse fasi di ricostruzione sono stati chiamati i testimoni per la difesa Spina e Congiusti, 

Nella scorsa udienza erano state molto significative le testimonianze di alcuni esponenti della Protezione Civile che quel giorno a Ceriana in corso Italia operarono all'interno della casa appartenente ad Antonio Onda ed Angela Brezzo, due degli imputati, difesi dall'avvocato Alessandro Moroni. Oltre a loro compaiono a processo Biagio Congiusti difeso dall'avvocato Claudia Rodini, Silvio Spina difeso dall'avvocato Vincenzo Icardi, Domenico ed Antonino Stellitano difesi dall'avvocato Francesco Fontana ed Agostino Priori difeso dall'avvocato Alessandro Mager. 

Agli atti ci sono anche le foto molto eloquenti dove si vede chiaramente la distruzione portata dalla frana che toccò Ceriana e proprio su quell'abitazione. A supporto le dichiarazioni dei volontari che avevano ripercorso i momenti salienti delle operazioni di rimozione di quei massi. Dal racconto era emerso come quelle rocce sventrarono la casa, quasi che fossero state scagliate contro con una catapulta. Il masso venne frantumato per toglierlo dall'abitazione e comunque servirono quattro persone per agire. Non solo, la casa era talmente devastata che per precauzione venne puntellato l'appartamento sottostante. 

 

Stefano Michero

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium