/ Al Direttore

Al Direttore | 27 ottobre 2011, 09:46

Sanremo: intervento di un'altra lettrice su chi da cibo ai piccioni in strada

Sanremo: intervento di un'altra lettrice su chi da cibo ai piccioni in strada

Una nostra lettrice, Loredana, ci ha scritto per intervenire su chi da cibo agli animali, in particolare i piccioni:

"Caro assessore Fera, che putiferio hai scatenato con il tuo articolo su coloro che danno da mangiare agli animali. Vorrei ora sottolineare alcune cose, facendo la premessa, a scanso di equivoci, che io sono contraria ll’addomesticamento di animali selvatici o liberi, intendo dire che non ritengo giusto abituare gli animali liberi ad avere facilità nel reperire cibo perchè in questo modo non svolgono più il loro lavoro primario, la predazione di altri animali, interrompendo così la naturale catena alimentare. Detto ciò i sostenitori della lega del gatto affermano di essere tutelati da una legge Regionale 'nel rispetto dell’ambiente circostante' quindi lasciare sui marciapiedi avanzi di mangiare non è rispetto dell’ambiente. Naturalmente ci sono persone rispettose, ma purtroppo sono la minoranza e i maleducati spesso fanno pagare tutti, sta proprio a queste associazioni far rispettare le regole vigenti, senza giustificare o proteggere in alcun modo i trasgressori. Discorso a parte meritano coloro che danno da mangiare ai piccioni con tutte le conseguenze igieniche del caso. I piccioni in natura sanno procurarsi benissimo il cibo, inoltre l’opulenza dei nostri anni coi bidoni della spazzatura stracolmi li agevolano, quindi non vedo la necessità di rimpinzarli ulteriormente, creando non pochi problemi agli sfortunati abitanti delle zone limitrofe (gli abitanti e i bambini delle scuole di Via Volta ne sanno qualcosa). Ora le signore in questione mostrano un certificato medico che le tutela? ebbene caro Fera mi risulta che coloro che hanno sindrome compulsiva da piccione, come qualsiasi altra sindrome ossesiva compulsiva, se dichiarata da un medico devono essere curati, e la cura non consiste nella libertà di dare sfogo alle proprie pulsioni, ma almeno in un approccio psicologico, quindi suggerirei ai vigili di farsi mostrare anche il protocollo di cura. Troppo comodo dichiarare di essere malati per continuare a danneggiare la libertà altrui, è come se un cleptomane avesse libertà di rubare solo perchè è malato, egli, se colto in flagrante ad infrangere la legge deve dimostrare di essere in cura, nello stesso modo chi non rispetta il divieto di dare il cibo ai piccioni mostrando un certificato medico deve dimostrare che sta curando la sua patologia. In conclusione il rispetto della libertà è sacrosanto, ma nei limiti della libertà altrui la mia libertà finisce dove comincia quella del mio vicino".

Carlo Alessi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium