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EVENTI | giovedì 22 settembre 2011, 07:41

Bordighera: grande successo per il ricordo di Boris Biancheri, martedì all'Anglicana

Bordighera: grande successo per il ricordo di Boris Biancheri, martedì all'Anglicana

Ricco di spunti interessanti il pomeriggio culturale di martedì scorso, presso l’ex chiesa Anglicana di Bordighera per ricordare la figura e l’opera dell’Ambasciatore Boris Biancheri, nato a Roma il 3 novembre 1930, deceduto nella clinica Villa Margherita di Roma la notte di martedì 19 luglio 2011, su iniziativa del Rag. Pietro Raneri, Presidente dell’Associazione Borann 2000, in collaborazione col Circolo culturale “Smile”, presieduto dal Prof. Francesco Mulè. Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale ed il minuto di raccoglimento in memoria dell’illustre personaggio, il folto pubblico (il tutto esaurito), presenti il fratello Giuseppe (per gli amici, Gippi), la vedova Flavia Arzeni e parecchi Soci dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, hanno seguito con vivo interesse il breve ricordo del pittore/scultore Sergio (Ciacio) Biancheri, autore di un disegno-ritratto dell’ambasciatore Biancheri. Ha fatto seguito l’interessante relazione del Professor Francesco Mulè, magistralmente integrata con l’intervista rilasciata nella frazione Latte di Ventimiglia, in un caldo 28 luglio 2008. E’ stata letta, quindi, una pagina dell’ultima opera letteraria dell’illustre Diplomatico, intitolata “L’Elogio del silenzio” e, infine, la recensione del giornalista Mario Andrea Rigoni pubblicata su “Il Corriere della Sera”.

Il romanzo narra la storia di Felix, un ragazzo difficile, portatore di un handicap caratteriale che lo costringe a chiudersi in un mutismo strano al quale i genitori, molto preoccupati, cercano di strapparlo. Non vuole parlare, è molto riservato, è completamente diverso dai suoi coetanei. Rivela, però, un insolito talento: una memoria prodigiosa, alla Pico della Mirandola, che gli permette di rievocare e catalogare milioni di ricordi. Comincia a parlare all’età di quattro anni e finirà per scalare le più alte vette della politica. Diventa Presidente del Consiglio. Visibilmente commossa, la vedova Arzeni, invitata dai promotori del pomeriggio culturale, è salita sul palco e ha ringraziato il pubblico intervenuto numeroso, gli organizzatori e, infine, ‘l’amico’ conferenziere dell’evento pomeridiano.

Francesco Mulè

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