| mercoledì 16 aprile 2014 17:59

| sabato 18 giugno 2011, 06:00

Il linguaggio simbolico nell’approccio sentimentale in Liguria

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La magia del fuoco, la picaggia e lo spaudo in quel di Monaco

       Nel dialetto Ligure non esiste il termine fidanzato, ma come sempre accade usa il termine Cubia sono una Copia), non esiste termini  in astrato l’ amore, ma in concreto  “ i so vo ben”( si vogliono bene). Non esistono gli spiriti, ma u se ghe sente. Nei dialetti l’astratto è bandito. Conta solo il concreto anche nei termini che riguarda l’amore.

        Nei borghi  della Liguria  del Ponente  e del Genovesato  era usanza per fidanzarsi donare o prendere il fuoco o qualcosa che ardeva nel camino dell’amata il fuoco. Simbolo dell’amore, il fuco arde, il fuoco è simbolo della famiglia. È simbolo di Libertà tanto è vero che un detto che non è più in uso diceva: A ca mea a me scaudu u cü e a cua.  A casa mia mi scaldo il sedere e la coda:  faccio quello che voglio!

       Baiardo, posto a 900 metri di altitudine é il comune più alto del Ponente Ligure, ogni anno a Pentecoste si svolge la sagra marinara più bella di tutta la Liguria. A inizio secolo se un giovane desiderava l’amata, dichiarava il suo amore portando sull’uscio di casa un gran ceppo. Se il padre ritirava il ceppo, iniziava il fidanzamento, se la mattina il ceppo era ancora davanti all’uscio, umido di guazza, il parere era negativo. Se l’innamorato respinto persisteva, il padre la domenica dopo la messa grande proferiva la fatidica frase.

“Chi a inciucà mia fia, che la vegna a diciucà, che la mia fia nu vöiu ancor marià”.  Chi a incioccato mia figlia, la venga a discioccare, che la mia figlia non la voglio maritare). (Dal terrnine : Zucu  > Inzucà letteralmente Zeppo> inceppare)

     Nel Genovesato  quando ad un giovane  piaceva una ragazza  e desiderava  conoscerla, egli andava  a cercare “il fuoco” in casa della ragazza stessa.  L’azione si svolgeva  nel modo seguente;  il giovane diceva  ai compagni :”Andemu a pe feù in cà da tale! (Andiamo a prendere il fuoco in casa della tale ragazza.”)  Il gruppo partiva  e si presentava  sotto le finestre  della ragazza, intanto  uno del gruppo emetteva  un fischio caratteristico: era il segnale. La ragazza, sentendo il fischio, se gradiva la visita dei giovani,  apriva la porta di casa,  e sceglieva il fidanzato, in caso contrario la porta rimaneva chiusa.

       “Rendime i mé tre metri de picaggia  e poi raxiunnna cun chi vuoi” questa ritornello cantato sotto le finestre  della femmina  parte di un modello metastorico di cancellazione, mentre il canto  e la musica  della serenata  sono  considerate operazioni di magia bianca, come insegna la scrittura, la lettura  secondo quel che insegna la cabala.

         La musica è armonia e l’armonia  è il mistero dell’universo. Questa strofa  non solo in Liguria, ma anche nel resto d’Italia soprattutto nel meridione, era usanza che il fidanzato donasse tre metri di fettuccia color verde, con la promessa  di matrimonio, se questa ritornava la donatore il fidanzamento si scioglieva.

         Niente verghe d’oro, solo una fettuccia verde .Questa tradizione affonda lontano nel tempo è ricca di simbolismi magici, è un’usanza che a ha le radici nel lontano nel passato e faceva parte di quella religione magica ancestrale ligure.

        La picaggia cioè la fettuccina  appartiene a quei simboli magici che è il legamento  così come è il filo, il quale ha il potere di legare, di attrarre a se, di possedere. Dunque la fettuccina  è il simbolo dell’unificazione  tra due esseri, ma anche la dipendenza tra uomo e donna. In Liguria il donatore è l’uomo e non la donna. Donare significa anche immaginare  la felicità del destinatario, scegliere  qualcosa  di specifico. Porta alla dialettica del tatto, del stringere, alla passionalità. E’ l’uomo che chiede non la donna al massimo rifiuta.

        La picaggia è simbolo e pegno di un contratto, per gli antichi Liguri  infatti, in  ogni contratto.  Era obbligo dare  un pegno. È importante che la cosa data in pegno abbia scarso valore, perché solitamente  è personale e accosta  con  ragione  che questo fatto  al tema del “Pegno di vita” la cosa donata è tutta intrisa di  dell’individualità del donatore. Anche nella rottura del fidanzamento  c’è sempre la richiesta  di restituire  la picaggia

     Perché tre metri o tre pezzi di picaggia? Il numero tre secondo i Pitagorici  indicava l’unione  dell’uno-donna , con il due–uomo, era simbolo dell’unione sessuale e come  il numero sette  era sacro e magico.  Era credenza a Mentone  che il settimo figlio era considerato uno stregone. La concezione popolare  attribuisce al settimo figlio caratteri malefici o totalmente benefici. Al giornod’oggi le antiche tradizioni liguri sono completamente estinte. Solo qualche vecchio ripensa con gioia alle serenate sotto la finestra dell’amata al chiaro di Luna. Se non sapeva suonare  in dolce compagnia.

       L’unica tradizione  sulle nozze che non è morta, ma vive  è lo spaudo  in Valle Argentina a   Badalucco  e  a Dolcedo .

( riporto l’articolo sillo spaudo del 5   maggio su sanremonews di sanremo

         Spaudu.o riscatto della sposa. (Bad-Dc-Tr-Re). Riscatto. Un forestiero che sposa una ragazza di Badalucco deve pagare u spaudu ai giovani del paese. Per farla breve, al novello sposo l’ultimo sponsale fatto a Badalucco nel 199O è costato seicentomila lire.  Normalmente gli scapoli vanno a gustare ina sardenaia in un ristorante in onore dello sposo.  Questo retaggio medievale nasce da una consuetudine alto medievale che proibiva ai contadini di contrarre matrimonio al di fuori del feudo perché ciò causava un indebolimento demografico in zone e in tempi in cui il problema era la mancanza di popolazione. Contro questa violazione dei diritti familiari che, col tempo andò attenuandosi. si stabilì in sua vece l’usanza di reclamare un’indennità pecuniari.  Oltre le tasse medioevali che il signore o la comunità riscuoteva  c’era un acredine per gli sposi da ambo le parti il sposarsi era pericoloso.  Sentiamo gli Statuti di Sanremo: De non percutiendo sponsos vel sponsas . Non si picchi né lo sposo né la sposa. In quelli di Albenga si faceva di peggio “Nemo audet proicere lapides citronos aut alia res”. Nessuno osi lanciare pietre o cedri, quando sono davanti all’altare. A Lingueglietta, oltre alle pietre (lapides) usavano pugni e ceffoni (cum pugillo sive manu)... usciti fuori della chiesa gli sposi certamente venivano ammazzati!     "... Si tratta di un’usanza che interessa e individua la solidità dell’unione comunitaria. Unità che si rompe momentaneamente quando un matrimonio con un forestiero comporta da parte di una giovane, l’abbandono del paese cui viene tolta una possibilità di matrimonio... I giovani coetanei della sposa giungono armati alla cerimonia: gli spari sono segno di allegria, ma all’origine testimoniano la volontà di scaricare le armi non essendo ostili al nuovo venuto, lo sposo".Tutto si conclude con bevute di acqua e di vino e con l’offerta di una sommetta da parte del neosposo ai ragazzi. ..."  Il parroco di Montalto ed un abate di Badalucco inventarono il diritto  o meglio lo Jus Primae noctis da non confondere con lo spaudo ma con lo Jus frodum di questo ne parlermo in un secondo tempo.   Io penso che per  attutire tale usanza si pensò bene di offrire un lauto banchetto ai giovani pretendenti della sposa. La rappresaglia dei competitori contro il vincitore nella lotta d’amore... si è trasformato in un classica bustarella. Nemo novi sub sole.  Niente di nuovo sotto il sole. ,,,,,,,,,,, Attenzione girate alla larga dalle donne di Badalucco in specie dalle donzelle e da quelle mature perché spaudu e ciaravùgli sono garantiti.   (dal libro “ Lenga de tera di Luì Cerin”). La tradizione dello spaudo dura tuttora. Secondo la testimonianza di Dario "...a Dolcedo è tradizione offrire alla sposa un mazzo di fiori da parte degli scapoli del paese nel caso in cui lo sposo sia forestiero (Un certo Dario è di Oneglia... mia moglie, infatti mi è costata nel 1996 mi pare trecentomila lire. ... " Ogni tanto il gatto va al lardo e ci lascia la zampetta.  

   Con questa piccola ricerca ci fa sorridere  se il Principe di Monaco dovesse da buon Ligure pagare lo spaudo a tutti i maschi del Sud Africa.  Bona a-a müa  al Principe e a  vui. Luì Cerìn

Lui Cerin

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