/ Politica

Politica | 29 aprile 2011, 16:00

Imperia: Scajola su nucleare e rischi “Terremoti e tsunami di queste proporzioni da noi non sono possibili"

L'ex ministro Claudio Scajola torna a parlare dei progetti del nucleare e dei rischi al centro, in queste settimane, di critiche e polemiche. “Vorrei che il dibattito sul futuro energetico si sviluppasse con un po’ di razionalità in più” ha detto.

L'on. Claudio Scajola

L'on. Claudio Scajola

Mentre lunedì si parlerà anche di nucleare, durante il consiglio comunale di Imperia in seguito ad una mozione di Pasquale Indulgenza e di Carla Nattero, proprio di nucleare torna a parlare anche l'ex ministro Claudio Scajola attraverso la sua Fondazione. “Capisco che può essere rischioso cercare di ragionare sul nucleare – ha detto - in queste settimane di emotività e scontro politico tra l'incidente di Fukushima, il blocco del programma nucleare italiano e il referendum in bilico. Ma penso che un politico non possa rinunciare a ragionare anche nelle circostanze apparentemente più avverse”.

L'ex ministro presenta, quindi, alcune riflessioni sull'argomento, toccando argomenti scottanti e bersaglio di critiche in queste settimane come l'inquinamento derivante da questa fonte energetica ed i costi. “Nel 2008, quando varammo il programma per rientrare nel programma nucleare, avevamo ben chiaro che non avremmo potuto ridurre l'inquinamento atmosferico, come ci chiede l'Europa, senza una quota significativa di energia nucleare che, lo ricordo, non emette gas serra – spiega l'On. Claudio Scajola - Dal punto di vista sanitario, ogni fonte ha le sue controindicazioni. Le fonti fossili, come gas, olio,combustibile, carbone, provocano l'inquinamento da gas serra, che hanno effetti cancerogeni accertati".

"Le centrali idroelettriche possono provocare disastri immani, come abbiamo purtroppo sperimentato in Italia con il Vajont, che provocò 1700 vittime - prosegue - Le famiglie e le imprese italiane pagano l'elettricità il 30% in più della media europea, il 60% in più della Francia, e non è possibile ridurre il prezzo dell'elettricità, essenziale per la competitività e l'occupazione del Paese, senza una quota significativa di energia nucleare che sul medio lungo termine costa meno delle altre fonti”.

Particolarmente delicato, poi, il tema della sicurezza, soprattutto alla luce di quanto accaduto in Giappone. “L'incidente di Fukushima, a differenza di quello di Chernobyl, non è stato provocato all'interno della centrale, ma è stato causato da eventi catastrofici esterni – ha detto l'ex ministro Scajola - non il terremoto, al quale la centrale aveva resistito, ma l'eccezionale onda dello tsunami per resistere alla quale la centrale non era stata progettata: e qui c'è stato l'errore umano di progettazione. Terremoti e tsunami di queste proporzioni non sono assolutamente possibili sul nostro territorio, tanto meno nelle aree che avrebbero potuto ospitare le centrali nucleari. Detto tutto ciò, vorrei davvero che il dibattito sul nucleare e più in generale sul futuro energetico del Paese si sviluppasse con un po’ di razionalità in più, senza l’emotività e la furia ideologica che stiamo vivendo in queste settimane”.

Federico Marchi

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium